Turismo e Mobile Payment, l’Italia del contante alla rincorsa

mobile payment italia
17 ott 2018

World Travel & Tourism Council è una delle organizzazioni internazionali di riferimento per il settore del turismo.

Il suo report 2018 evidenzia come nel 2017 il turismo rappresenti il 10,4% del PIL globale e il 9,9% del totale occupazione (313 milioni di posti di lavoro). La crescita diretta è stata del 4,6%, per il settimo anno consecutivo un tasso superiore a quello dell'economia globale.

Stati Uniti e Cina guidano la classifica dei dieci più grandi mercati del turismo mondiale. Questi, misurati in valore (miliardi di dollari US), sono:

1 Stati Uniti 1501.9
2 Cina 1349.3
3 Germania 395.2
4 Giappone 331.2
5 Regno Unito 266.1
6 Italia 253,4
7 India 234.0
8 Francia 232,0
9 Spagna 196.2
10 Messico 185.4
 
I due leader del ranking assommano un valore ben superiore a quello totale degli otto follower. Considerate le tendenze attuali, si può prevedere che la distanza tra primo e secondo posto sia destinata ad assottigliarsi. Forse, in prospettiva, anche a uno scambio di posizione.
 

Il turismo cinese

Un’attenzione particolare va rivolta al turismo cinese. Nei soli primi sei mesi del 2018, 71,31 milioni di cinesi hanno viaggiato nel mondo (+15% rispetto al 2017); il 13% di questi ha scelto l’Europa come destinazione, il doppio sull’anno precedente (dati Chinese Tourism Academy).

A computo parziale della stagione estiva, l’Italia ha registrato una crescita media dell’87% rispetto al 2017. Considerato il bimestre luglio – agosto 2018, l’Italia è anche tra i primi dieci paesi (quarta posizione) per livelli di spesa da parte dei consumatori cinesi. Secondo Cits il flusso turistico dalla Cina verso il nostro paese aumenterà del 10%, di anno in anno.

Per coglierne le opportunità è indispensabile la corretta percezione del profilo del turista cinese. Questo, negli ultimi anni, è mutato radicalmente.

Ci rapportiamo a un viaggiatore tendenzialmente giovane: i nati negli anni ottanta ne rappresenteranno il 45%, mentre un ulteriore 11% sarà dato da viaggiatori nati negli anni novanta. Benestante, portato a spendere considerevolmente, al punto che Goldman Sachs valuta in $450 miliardi la spesa dei turisti cinesi all’estero entro il 2025.

Propenso, di norma, al tour di qualità e alla ricerca di divertimento, buon cibo e prodotti di lusso. Quest’ultimo, nelle indicazioni del rapporto di Boston Consulting Group-Tencent, segnerà un tasso di crescita annuo sul mercato cinese del 6% entro il 2024; i consumatori locali rappresenteranno il 40% delle vendite globali e il 75% dell’intera crescita del settore.

Il turismo cinese, infine, si caratterizza per abitudini che influenzano enormemente il modo di viaggiare. Tra queste, soprattutto, la consolidata e pretesa “normalità” del mobile payment, che “normalità” per noi proprio non è.

La cashless society

La Cina si sta di fatto evolvendo in una cashless society, che a tendere porterà all’estinzione del denaro contante. I pagamenti elettronici stanno sostituendo in maniera sempre più rapida anche quelli con carta di credito.

Tencent, la holding tecnologica che detiene il controllo di WeChat, dichiara un milione di transazioni al minuto su WeChat Pay. Nel 2021, secondo le stime eMarketer, ben più della metà dei pagatori “mobile” sul pianeta sarà cinese.

Due litiganti, ma il terzo non gode

Dall’aumento dei pagamenti “mobile” è conseguita la perdita del primato nei pagamenti elettronici di UnionPay, l'unico emettitore di carte di credito autorizzato nella Repubblica Popolare Cinese. Nella prima metà del 2017 UnionPay rappresentava solo il 17% del settore dei pagamenti di terze parti in Cina, dietro ad AliPay con il 39% e a WeChat Pay con il 27%. (Dati Analysys International)

Questi due soggetti si dividono il 92% del mercato mobile payment. Alipay oggi guida la classifica, ma il potenziale di crescita di WeChat Pay è probabilmente superiore per la natura stessa della tecnologia. Wechat è infatti un vero e proprio ecosistema digitale. Il sistema di pagamento è solo un sottoinsieme dei servizi che accompagnano un numero sterminato di cinesi, e non solo, nella vita quotidiana. L’abitudine all’uso di WeChat (oltre un miliardo di utenti) si va progressivamente affermando come imprescindibile elemento di continuità per i turisti in viaggio nel mondo.

Il ritardo italiano

Questi indicatori palesano una realtà ben diversa dai sistemi di pagamento in Europa, pur in forte evoluzione, dove il pagamento con lo smartphone non è una consuetudine. La causa prima è la diffusione delle nuove carte contactless le cui transazioni, nel vecchio continente, sono aumentate del 97% in un anno.

In Italia la crescita dei pagamenti digitali sconta una radicatissima cultura del contante. Si stima che la moneta in circolazione in Italia sia aumentata, dal 2008 al 2017, da 128 a 197 miliardi di euro. Ne consegue un altrettanto forte propensione a questo tipo di pagamento (86%) che ne fa il terzultimo Stato in Europa per pagamenti cashless (14%) davanti solo a Spagna (13%) e Grecia (12%).

Nel contesto nazionale il Contactless Payment registra un importante +150% rispetto al 2016 per 400 milioni di transazioni e un valore di 18 miliardi di euro. Valore che, nel 2020, oscillerà tra i 50 e i 90 miliardi.

Il mobile payment cresce, timidamente, anche in Italia. I servizi basati sul conto corrente e l’arrivo di Apple Pay hanno generato 70 milioni di transato (solo 10 milioni nel 2016), con circa 500 mila utenti attivi. In prospettiva il 2020 il transato potrebbe valere dai 3,2 ai 6,5 miliardi di euro. (Dati Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano). 

Basterà? Con questo turismo, per il commercio italiano la nuova normalità del mobile payment non è un’opzione, ma un’urgenza.