Starbucks

Starbucks
03 ago 2018
Food & Beverage
Starbucks inaugurerà il primo negozio italiano prossimo 6 settembre e sarà il più grande d'Europa, con uno spazio di ben 2.400 metri quadrati.

Da due anni almeno l’apertura di Starbucks a Milano ha assunto gli aspetti di un vero e proprio tormentone. Dopo 29mila punti di vendita in settantasei Paesi del mondo, tocca dunque a noi.

Se mai ci sono stati dubbi sul luogo, l’ex palazzo delle Poste in piazza Cordusio, il ”quando e come” è oscillato tra certezze, smentite e illazioni fino all’annuncio ufficiale dello scorso maggio.

Lo store verrà inaugurato il prossimo 6 settembre e sarà il più grande d'Europa, con uno spazio di ben 2.400 metri quadrati. Una scommessa da far tremare i polsi, considerata la cultura e la dimensione del consumo del caffè in Italia.

Per questo motivo la prudenza e l’umiltà sono state da sempre le caratteristiche dell’approccio del fondatore Howard Schultz alla nuova avventura. Più volte Schulz ha spiegato che l’idea Starbucks ha un motivo e un tempo del tutto definiti. Fu un viaggio a Milano nel 1983, dove

“La mia immaginazione fu catturata dal caffè italiano, dal romanticismo, dalla teatralità del gesto nella preparazione nei bar. Il caffè al bar è il terzo luogo fondamentale nella vita quotidiana degli italiani. Questo terzo posto tra casa e lavoro è ciò che in futuro sarebbe poi diventato Starbucks”.

Prudenza e umiltà quanto mai rafforzate dopo la deludente esperienza fatta in Australia. L’azienda americana vi sbarcò nel 2000 aprendo decine di locali. Otto anni dopo ne aveva già chiuso più di sessanta, provocando il licenziamento di centinaia di addetti e registrando perdite per più di 100 milioni dollari.

Il caso australiano fu oggetto di analisi e discussioni a non finire, ma una ragione acclarata del fallimento fu il mancato rispetto della locale cultura del consumo. Starbucks scelse invece l’applicazione indiscriminata del modello classico, supportato da grandi investimenti.

La bocciatura da parte dei consumatori locali fu solenne, al punto da costringere il brand a diversificare la strategia, puntando con forza il mercato dei turisti.

Il grande negozio milanese sarà una novità relativa nella scena mondiale food & beverage. Reserve Roastery è il nuovo brand scelto per Milano dopo l’apertura del primo store a Seattle, nel 2014, e il secondo a Shanghai alla fine del 2017.

Un formato particolare e con un design di forte impatto. Nella caffetteria non mancherà certo il frappuccino, ma questa avrà un taglio decisamente più attento alla degustazione del caffè nelle diverse macinature. Ai clienti verrà data l’opportunità di “imparare come facciamo il caffè” proponendo di fatto la torrefazione sul momento. Presso la Roastery si potranno trovare più di 100 bevande diverse, tra cui i tè Teavana, e un merchandising legato al caffè.

L’attenzione alla corretta localizzazione della proposta passerà inoltre per la partnership con la bakery milanese Princi, che potrebbe essere addirittura premessa a una comune diffusione internazionale dei prodotti da forno italiani.