Starbucks con WeChat, “venga a prendere il caffè da noi”

15 mar 2017

Il prossimo arrivo di Starbucks in Italia sta sollevando grande interesse per le attività del più famoso brand di caffetteria del mondo, presente in tutti i continenti con più di 25.000 coffee-shop.

In Italia il ritardo della presenza di Starbucks è dovuto proprio alla diffusione capillare in ogni piccolo o grande centro dei bar, proprio il modello sociale e commerciale che ha ispirato il fondatore, Howard Schultz, nell’avviamento della fortunatissima impresa. «Agli italiani non piacciono le tazze di plastica, poiché non considerano neppure la possibilità di prendere il caffè fuori dal bar, bevendoselo mentre camminano o guidano» disse nel 2007 a chi gli chiedeva le ragioni dell’assenza dal nostro Paese. Ma i tempi cambiano, e un diverso modello di business guiderà le probabili fortune di Starbucks anche a casa nostra.

In Cina invece la fortuna di Starbucks è non ha trovato ostacoli di sorta: qui è praticamente “sinonimo” di caffè, consumo alternativo al tradizionale tè ben recepito dai consumatori al punto che oggi la catena conta ben 2.500 negozi in oltre 100 città, la metà circa gestiti direttamente e gli altri in franchising. Starbucks è in rapida crescita in Cina e punta a raddoppiare le sue sedi nei prossimi cinque anni fino 5.000 negozi. Numeri di questo genere non possono che agevolare le operazioni di marketing digitale, visto che del digitale in Cina nulla funziona meglio.

Questa premessa spiega il recente accordo di Starbucks con Tencent, il gruppo cui appartiene WeChat, piattaforma di servizi e di messaggistica che al gennaio di quest’anno contava più di 800 milioni di utenti attivi ogni mese.

Il primo passo dell’accordo, nel dicembre del 2016, è passato per l’adozione in tutti i negozi del pagamento mediante WeChat-Wallet, il borsello elettronico tra i servizi più apprezzati dai cinesi (ancora non disponibile invece nel nostro occidente, come integrazione dei più diffusi social media). Di pochi giorni fa l’annuncio del prossimo passo, una particolare operazione di marketing che potrebbe determinare un successo ancora maggiore dell’accordo. Gli utenti WeChat, grazie al proprio Wallet, potranno offrire, lasciandolo pagato, un caffè agli amici, che con un QR-code da presentare in una qualunque caffetteria Starbucks potranno godersi il caffè gratuitamente. Oltre a questo, sarà possibile regalare anche altri prodotti e le digital promotion card presso tutti i negozi Starbucks nel Paese.

Starbucks non è nuova a simili iniziative, avendo già intrapreso promozioni di “social gifting” prima con Twitter e poi con Facebook. Ciò che rende diversa questa operazione è che WeChat non è solo una piattaforma social ma anche (o soprattutto) un canale di massa per altri servizi; finanziari, in primo luogo, quali i pagamenti mobili e il trasferimento di denaro. Durante il Capodanno cinese, per esempio, è ormai tradizione usare WeChat App Mobile per inviare “hongbao” virtuali - buste rosse contenenti piccole somme di denaro - ad amici e parenti. Un’originale gamification, insomma, per diffondere e consolidare l’abitudine a un sistema di pagamento.

E adesso il “venga a prendere il caffè da noi” digitale (ma nel bicchiere il caffè è vero)!