L’Italia è un paese di santi, poeti, navigatori e shopper online. Ma...

19 ott 2016

Gli shopper online, in Italia, stanno aumentando sensibilmente in quantità e volume d’acquisto. A leggere con attenzione i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano non si trovano sorprese e anzi diverse conferme sui trend e sulle forme del commercio digitale cui dedichiamo attenzione fin dai nostri esordi.

Il dato è chiaro: il commercio digitale B2C in Italia cresce del 18% sull’anno precedente, per un giro d’affari prossimo ai 20 miliardi di euro, tra servizi (10,6 miliardi) e prodotti (9 miliardi). E, soprattutto, vale ormai quasi il 5% di tutto il retail (era stato rilevato al 4% nello stesso periodo dell’anno scorso). L’Export - intendendo come tale il valore delle vendite da siti italiani a clienti stranieri - cresce nel 2016 del 17% e supera i 3,4 miliardi di euro.

S’impongono però due diversi ordini di considerazione. In primo luogo il valore degli acquisti online degli italiani non è ancora in linea con quello dei paesi europei che guidano la classifica (Francia, Germania e Gran Bretagna) anche perché il retail tradizionale non ha ancora investito nella misura attesa (al proposito è naturale la riflessione sulla recente operazione Walmart/Jet.com). Questo desta non poca preoccupazione perché un’analisi più accurata dei comportamenti degli shopper online di casa nostra ci dice come il consumatore italiano acquisti con facilità all’estero se l’offerta non lo soddisfa.

In secondo luogo il dato, nel dato, più importante è il progressivo spostamento degli shopper online dal personal computer al dispositivo mobile: 3,3 miliardi dei 20 miliardi di euro considerati sono frutto di acquisti con lo smartphone (soprattutto) o con il tablet, e il tasso di crescita rispetto al 2015 si attesta al 63%. Ulteriore importanza è conferita dalla positiva risposta dei consumatori all’offerta studiata appositamente per dispositivi mobili, che puntano più di ogni altra cosa sulla semplicità operativa. E di questo, anche in virtù di rilevazioni di grande interesse effettuate da Nielsen sul comparto specifico, ci occuperemo presto.

Il trend dei consumi evidenzia la crescita sostanziale della spesa per prodotti (120 milioni di ordini di prodotti, i tre quarti degli ordini totali, con uno scontrino medio di 75 euro) rispetto a quella per i servizi: quattro volte tanto per la prima sulla seconda, in un mercato online tradizionalmente sbilanciato a favore di quest’ultima (i servizi rappresentano il 54% del valore complessivo, con 45 milioni di ordini ma con uno scontrino medio molto più alto, pari a 236 euro). Anche gli shopper online italiani sembrano quindi adeguarsi agli standard internazionali dei mercati più importanti, dove i prodotti pesano normalmente per il 70% del totale.

Il Turismo si conferma il primo settore con il 44% del business totale e una crescita del 10%. Di seguito un altro grande protagonista del commercio digitale, l’Elettronica di Consumo, che vale il 15% e cresce del 28%. Poi l’Abbigliamento, che pesa per il 10% e cresce del 27%. Aumenta anche l’importanza dei settori emergenti (Food & Grocery, Arredamento e home living, Beauty, Giocattoli), che insieme valgono oltre 1,5 miliardi di euro e crescono in misura variabile tra il 30 e il 50%.