Senza cassa, però super

Senza cassa
14 lug 2019

Senza cassa, ma supermercato vero. Riavvolgiamo il nastro. Nel gennaio dell’anno scorso, apre i battenti a Seattle “Go”, il supermercato 4.0 (com’è stato ribattezzato in patria).  Ne sono seguiti altri 12, l’ultimo dei quali a Manhattan, nel maggio di quest’anno. L’obiettivo, coerente con le politiche faraoniche di Jeff Bezos, è l’apertura di migliaia di punti vendita ipertecnologici già entro due anni.

Go

Adesso, invertendo la rotta del Mayflower, il colosso americano pare sul punto di sbarcare a Londra. E proprio con il suo formato “Go”, il supermercato senza cassa.

Di “Go” c’è ben poco da raccontare, da quasi 18 mesi è uno dei tormentoni tipici del settore.  Il concetto è semplice: si entra, si fa la spesa e si esce. Gli scaffali sono sotto il controllo di sensori e di telecamere, governati da un software avanzato che registra i prodotti ritirati, senza dover visionare il codice a barre. Lo scontrino arriva poi via app, premessa essenziale dell’intero sistema di vendita.

Il punto vendita di New York, però, ha riservato una sorpresa. O, almeno, questa è stata per chi non ha prestato molta attenzione alle recenti vicende del retail USA. Il supermercato senza cassa è tale fino a un certo punto, infatti, perché accetta il pagamento in contanti. Questo, dopo che un addetto avrà scannerizzato il contenuto del carrello con un dispositivo mobile.

 

L’automazione sempre più spinta dei punti vendita, peraltro, non è una prerogativa tipicamente occidentale. È, invece, una tendenza mondiale dove anche l’Asia sta facendo passi da gigante. Basta osservare i supermercati 7fresh di JD.com o il negozio senza personale di Jakarta, orientato anche all’intrattenimento visivo.

Tesco e Carrefour

Torniamo in Inghilterra. Tesco, primo gruppo di distribuzione britannico con più di duemila punti vendita, sta lavorando a nuova tecnologia chiamata “Shop and Go”.

I test sono in corso su uno spazio di circa mille metri quadrati. All’ingresso, il cliente scansiona un QR code con lo smartphone o passa la fidelity card in un lettore. Da quel momento in poi, 150 telecamere sul soffitto ne tracciano il profilo nel suo percorso di spesa e generano una vista tridimensionale dei prodotti prelevati. All’uscita, la spesa viene addebitata sulla carta di credito.

La differenza rispetto ad Amazon Go? L’uso esclusivo di telecamere, e nessun sensore. Scelta più economica, sembra. Quando? Il primo “Shop and go” nel 2020, dopo la necessaria fase di collaudo.  

Al supermercato senza cassa pensa anche Carrefour, primo retailer europeo con più di 12.000 punti vendita in 30 paesi. Lo fa in collaborazione con la connazionale Qopius, specializzata in tecnologie di riconoscimento dell’immagine. Un sistema evoluto di computer vision, basato sull’intelligenza artificiale, già provvede alla digitalizzazione degli scaffali. L’uso delle telecamere per il tracking della spesa ne è la naturale evoluzione.

Anche qui

Anche il gruppo italiano Conad sta guardando con attenzione al supermercato senza cassa. Alla fine del 2018, Conad del Tirreno ha siglato un accordo con l'israeliana Tracxpoint per un nuovo progetto tecnologico. Nell’ipotesi, un carrello con telecamere a bordo, sensori di peso e processori visivi, per identificare ogni articolo aggiunto e tolto. Secondo il retailer, la soluzione sarebbe la più avanzata in assoluto. Il nuovo carrello hi-tech, infatti, dovrebbe riconoscere e registrare istantaneamente più di 100 mila prodotti.

 

Leggi anche: "Si fa presto a dire loyalty"