Robotica, dal magazzino al negozio il passo è breve

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Michele Caprini
11 set 2019

La robotica è, da anni, al centro della discussione sulla società futura. Quando questa è già molto più un presente. Il complesso di Frankenstein la fa spesso da padrone, ma non mancano forti argomentazioni contrarie ai timori di molti.

La tecnologia come driver di sviluppo e di nuovi equilibri sociali? Sì, è possibile. Per World Bank, l’organizzazione finanziaria dell’ONU, “è importante capire che i bambini che stanno frequentando la scuola elementare occuperanno posti di lavoro che oggi ancora non esistono”.

È una speranza comune, ma ogni previsione al riguardo è un azzardo.

Il mercato

Transparency Market Research, azienda di ricerca particolarmente quotata per il mercato globale della robotica, sostiene che il settore crescerà a un tasso annuo del 17,4% dal passato 2017 sino al futuro 2025.

Il mercato globale della robotica per il retail è stato valutato a 19,4 miliardi di dollari nel 2018 e dovrebbe raggiungere 144,93 miliardi entro il 2026.  Il tasso annuo di crescita composto è previsto nella misura del 28,96%, dal 2019 al 2026.

 

Robotica e retail

Notizia, proprio di questi giorni, è la partnership tra il colosso americano AT&T e Badger Technologies. Quest’ultima produce robotica di gestione degli scaffali dei negozi di alimentari, per identificare gli articoli fuori stock. La partnership è relativa a progetti 5G per accelerare l'automazione dei supermercati.  

Se la robotica è, ormai, fatto acquisito nei magazzini e nei centri di distribuzione, ora se ne estendono i casi d'uso nei negozi. Walmart, per esempio, sta introducendo 350 robot mobili nei suoi punti vendita più importanti. I dispositivi mobili ispezioneranno le corsie dei negozi, controllando i problemi di prezzo, i prodotti fuori scorta e le irregolarità degli scaffali.

Ma le funzioni assolte dalla robotica per il presente e l’immediato futuro sono più numerose.

Sicurezza e manutenzione

Ahold Delhaize ha lanciato quasi 500 robot nelle sue catene di supermercati GIANT e Stop & Shop. Il sistema di navigazione adottato è simile a quello di automobile a guida autonoma, che consente di mappare e percorrere il punto vendita in ogni sua parte.

Il compito è di rilevare ostacoli inaspettati (perdite o ingombri fisici) e di posizionarsi tra questi ostacoli e i clienti, in attesa del servizio di ripristino. Quando Marty (questo il nome assegnato ai robot) percepisce una presenza entro qualche metro di distanza, attende che il cliente si allontani prima di riprendere il “pattugliamento”.

L'ultimo miglio

Con la robotica per l'ultimo miglio, i retailer puntano alla progressiva trasformazione dei negozi in centri di distribuzione. L’importanza potrebbe diventare centrale in tutto l'ecosistema di distribuzione.

Il pilota “SameDay Bot” di Fedex sta raccogliendo molte attenzioni. Forse troppe, al punto che la collaborazione con Amazon è appena giunta alla fine per la continua sovrapposizione dell’offerta di servizi. 

Molti, però, i fattori operativi ancora in fase di test prima che sia possibile parlare di consolidamento. La durata della batteria, il monitoraggio e i problemi di sicurezza. E, soprattutto, la corretta distribuzione degli spazi tra magazzino e punto vendita. Senza questa, sarebbe impossibile scegliere le tecnologie più adatte.

Il tutto è da combinare in modo economicamente vantaggioso, prima che i retailer possano assumere definitivamente la robotica come premessa organizzativa dell’intero ciclo di distribuzione.

 

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