Ristorazione italiana, il mondo ci sorride

Michele Caprini
19 nov 2019

La ristorazione italiana vive lo stato di grazia della sua dimensione internazionale per dimensioni, quote di mercato e posizionamento. Ieri, a Milano, Deloitte ha presentato l’anteprima del suo “Italian Cuisine Market Monitor”, uno studio sullo stato, locale e globale, dell’industry food service.

Cucina italiana? Sì, volentieri

Il mercato della ristorazione italiana ha toccato i 229 miliardi di euro nel 2018. Di questi, solo 39 sono stati realizzati all’interno del nostro paese, rendendo di fatto l’Italia il terzo soggetto dopo Cina e Stati Uniti. 

La Cina è il nostro primo mercato per valore sul totale della ristorazione nel paese, con una penetrazione pari al 15,8% e una spesa di 71 miliardi di euro. Gli Stati Uniti, invece, sono al primo posto per tasso di penetrazione dell’italian cooking, il 35,7%, per un volume complessivo di 69 miliardi di euro.

Anche India e Brasile mostrano il forte apprezzamento per la nostra cucina (rispettivamente 24,9% e 28,2%). In Europa, invece, i principali mercati sono Regno Unito, Spagna e Francia, in cui la ristorazione italiana pesa tra i 4 e i 3 miliardi di euro, nell’ordine.

Food service, nel mondo

La ristorazione nel mondo, nel 2018, ha rappresentato un valore di 2.563 miliardi di euro, il 46% del quale realizzato in Asia Pacific. Questa regione ha guidato la crescita del settore: CAGR +4,1% nel periodo 2014-2018, davanti al Nord America (+2,0%) e all’Europa (+1,2%).

USA e Cina sono i primi mercati per valore, ma è proprio la nostra cucina a segnare il maggiore potenziale di crescita all’estero. Seguono le cucine di Giappone, Francia e Asia, nel suo complesso.

Globalmente, la crescita del mercato foodservice continuerà nel periodo 2018-2022, anche se a velocità minore (2,4%). Asia Pacific (+2,7%) e resto del mondo (+3,8%) ne saranno i protagonisti.

Formati

Con il 50% di share di mercato, il Full-Service Restaurant si conferma il primo canale della ristorazione mondiale. Il valore del comparto, nel periodo considerato, continua ad aumentare (+2,7% CAGR), ma con un tasso di crescita inferiore ad altri canali.

Tra questi, Street Stalls (le varie forme del cibo di strada, +3,7%) e ristorazione a servizio limitato. Quest’ultima comprende locali di tipo fast-food e fast-casual, pizzerie e caffetterie, il cui CAGR registra un +2,8%.

In via di affermazione il cosiddetto grocerant, ibrido tra supermercato e ristorante, che trova il gradimento dei consumatori attenti a convenienza e accessibilità dell’offerta.

I servizi di food delivery varranno complessivamente oltre €95 miliardi di euro nel 2019 (+17.5 anno su anno), confermandosi opzione importante per ristoranti e supermercati.

Al tavolo

Qualità, quale riflesso di una più generale attenzione alla salute, e sostenibilità sono i tratti dominanti della nuova ristorazione. Quest’ultima diventa priorità per ristoranti e supermercati, che dovranno mostrare sempre maggiore attenzione sulla tracciabilità dei prodotti e packaging eco-friendly. È un punto importante nella scelta di consumo per il 72% dei cittadini europei.