“Retail in Chat” a Milano – Pagina speciale sull’evento

22 dic 2016

Retail in chat

Non c’è cambiamento peggiore di quello imposto dalle necessità. Se il concetto vale per tutti, e per qualsiasi cosa, nel Retail il suo valore è almeno doppio. I dati e le notizie raccolti in quest’ultimo anno dicono che ovunque la mancata prontezza nell’innovazione è stata pagata duramente. E, al contrario, le aziende che meglio hanno interpretato bisogni e opportunità della competizione digitale ne sono state premiate.

Da questa premessa si può intuire una delle caratteristiche tipiche alla base del lavoro di Retex: anticipare il cambiamento, per non subirlo. Si potrà a volte pensare che siamo anche troppo veloci, e obiettare che per molti dei nostri clienti la tradizione continua a pagare.  Ma i tempi per capire i fenomeni e disegnare i processi necessari a governarli sono in continua, drastica riduzione. Associare i nomi, sulla scena internazionale, dei retailer che nel 2016 “hanno perso il treno” sarebbe facile, e certo poco elegante.

In questi ultimi tempi due elementi in particolare si sono imposti all’attenzione comune: la progressiva “mobilizzazione” del commercio digitale e, al suo interno, la pervasività dei social media

Gli shopper online, in Italia, stanno aumentando sensibilmente in quantità e volume d’acquisto. Ne abbiamo scritto recentemente: il commercio digitale B2C cresce del 18% sull’anno precedente, per un giro d’affari prossimo ai 20 miliardi di euro, tra servizi (10,6 miliardi) e prodotti (9 miliardi). In secondo luogo il dato, nel dato, più importante è il progressivo spostamento degli shopper online dal personal computer al dispositivo mobile: 3,3 miliardi dei 20 miliardi di euro considerati sono frutto di acquisti con lo smartphone (soprattutto) o con il tablet, e il tasso di crescita rispetto al 2015 si attesta al 63%. Ulteriore importanza è conferita dalla crescente, positiva risposta dei consumatori all’offerta studiata appositamente per dispositivi mobili, che puntano più di ogni altra cosa sulla semplicità operativa.

Come poi evidenziamo più avanti, nel contempo il fenomeno “social” ha superato i limiti della sua origine per diventare prima “influencer” dell’acquisto e ora soggetto attivo dello stesso. Le recenti notizie che riguardano Facebook, Instagram, Pinterest ne solo la testimonianza evidente.

Ma, più di ogni altra, la strada tracciata da WeChat nell’enorme mercato cinese sembra portare in sé doti di originalità ed efficacia cha saranno termine di confronto e unità di misura per ogni successivo sviluppo del commercio digitale nel mondo.

Lo stato del commercio digitale nella sua obbligata evoluzione “social” è stato il tema del tradizionale incontro di fine anno di Retex con partner e amici, nel caso presso Eataly Smeraldo, a Milano. Con noi hanno partecipato alcuni dei player più importanti della scena digitale, e il contenuto che qui proponiamo dovrebbe riassumere al meglio la cronaca di quanto successo. E’ sicura la nostra disponibilità a continuare il confronto avviato a Retail in Chat, in qualsiasi sede e con chiunque fosse interessato al tema. Dopo le prossime festività, naturalmente, per le quali rivolgiamo i migliori auguri a tutti i visitatori di questa pagina.

Milano, 15 dicembre

Ieri a Milano ha avuto luogo in Eataly Smeraldo Retail in Chat un incontro organizzato da Retex sull'evoluzione del rapporto, sempre più stretto, tra Retail e Social Network. Il tema è stato da noi trattato più volte nel corso dell'anno per la sua importanza strategica legata al commercio digitale, a maggior ragione dopo i risultati del recente black friday americano e del precedente singles day cinese. Le due manifestazioni commerciali hanno rilanciato la centralità dello smartphone nei comportamenti d'acquisto, in modo particolare - ma certamente non solo - per il target costituito dai nativi digitali. Nel mondo il 67% degli utenti di internet e il 90% dei Millennials è attivo sui social media, e su questi spendono più del 28% del tempo trascorso online. Una buona esperienza social network sul brand genera secondo Bain una spesa media maggiore del cliente tra il 20 e il 40%.

La diffusione dei social e la loro accresciuta rilevanza nei processi d'acquisto sono state riportate dalla cronaca con attenzione sempre maggiore. A ritmo incalzante si susseguono per i social player di maggior peso le decisioni strategiche volte a capitalizzare l'influenza esercitata sui consumatori: il 72% degli utenti tra i 25 e i 34 anni e il 50% di quelli tra 45-54 anni valutano un acquisto tramite social network.

Diventa così importante comprendere le ragioni alla base del rinnovato impegno di Facebook sul proprio Marketplace, l'attivazione del bottone "tried it" su Pinterest per lo scambio di informazioni commerciali tra utenti, la decisione di Instagram una propria unit e-commerce a New York. Ancora più importante  il fatto che l'Irlanda abbia autorizzato Facebook ad aprire una propria banca per gestire moneta elettronica, depositi e trasferimenti di denaro nell’Unione Europea. Anche l'Italia dovrà adeguarsi ai trend mondiali, visto che per gli Osservatori di POLIMI nel nostro paese i social network sono utilizzati dall'80% degli utenti di internet.

La dimensione del fenomeno cinese è poi tale da imporsi all'attenzione di tutti come modello dei comportamenti futuri del Retail online, anche al di fuori dell'area di origine. In Cina ci sono oltre 1,3 miliardi di persone, dei quali 680 milioni attivi su internet. Quasi tutti hanno almeno un account social attivo ed, in particolare, lo usano da mobile. Su WeChat  (usato da 93% dei cinesi con accesso a internet) vendono direttamente oltre 5000 aziende cinesi, e il 35% degli utenti della piattaforma acquista direttamente sul social per 72$ al mese con trasferimento di denaro o pagamenti integrati.