2017, il Retail tra nodi al pettine e opportunità da cogliere

02 gen 2017

Il 2017 è appena al suo secondo giorno, ma già da alcune settimane gli analisti di tutto il mondo interrogano e si fanno interrogare sulle prospettive di andamento del settore nel nuovo anno. E le diversità, come prevedibile, la fanno da padrone.

Pochi giorni fa Statista, azienda tedesca di ricerca tra le più importanti e apprezzate al mondo, ha articolato le sue previsioni su diverse aree del mercato mondiale. La differenza tra queste non ha bisogno di molte parole:

Asia e Australasia +4,8%

Medio Oriente e Nord Africa + 4,6%

America Latina + 3,4%

America del Nord + 2,5%

Europa + 1%

Per il nostro paese le stime di IRI dicono di un andamento segnato da diversi fattori che limitano la domanda (sfiducia verso l’Unione Europea, crisi del sistema bancario, pressione fiscale, terrorismo e altro); il largo consumo, quindi, nel 2017 non dovrebbe andare oltre un modesto +0,3%.

Ma mai come oggi tutto il mondo NON è paese. Se l’Europa registra globalmente una stagnazione dei consumi dovute anche a condizionamenti contingenti e ambientali come quelli appunto registrati in Italia, i livelli di fiducia dei consumatori americani sono invece fortissimi. Secondo i dati di The Conference Board il Consumer Confidence Index dei consumatori ha raggiunto quota 113,7 a dicembre, rispetto a 98,6 nel mese di ottobre. È il suo livello più alto da dieci anni, e al momento nulla fa pensare a un ridimensionamento delle aspettative per il 2017.

Naturalmente, ai macro indicatori andrebbero poi applicate unità di misura ben differenziate per i vari sottoinsiemi del retail, a distinguere con maggiore precisione le componenti in crescita da quelle in stagnazione o in flessione. Per esempio, secondo l'Institute of Grocery Distribution, sempre guardando al largo consumo il commercio digitale supererà i 300 miliardi di dollari entro il 2020, con crescite percentuali quasi ovunque in doppia cifra. Anche in Italia, pur su dimensioni globali ancora ridotte, la spesa online è ormai un’abitudine per una famiglia su cinque: è un canale in crescita, sia come tasso di penetrazione che come valore.

Il popolare sito Business Insider guarda ai fattori decisivi che stanno segnando il Retail mondiale, con un’attenzione particolare agli USA, un mercato considerato più volte punto di osservazione privilegiato anche sulle nostre pagine.

Per BI esiste una tendenza di fondo comune data da una crescita del commercio digitale che ha reso obsoleti in tempi rapidi piani di sviluppo commerciale negli ultimi anni ancora basati sul semplice aumento dei punti vendita, nella continuità di format superati e senza investimenti significativi nel commercio digitale e nella formazione del personale, con tecniche di vendita e supporto inadeguate alla tumultuosa evoluzione della customer experience.

Il caso emblematico è Macy’s che chiuderà il 15% dei suoi punti vendita (circa 100 posizioni) dai primi mesi del nuovo anno. Questo dovrebbe portare a una flessione dei ricavi intorno al 13% nel 2017, ma il tasso medio di crescita previsto è del 12% nei prossimi cinque anni. Il tutto, nel pensiero di Business Insider, si traduce in un ovvio consiglio agli investitori a puntare su questo e altri marchi del Retail (come Walmart, Target e JCPenney) che sembrano avviati alla migliore ristrutturazione delle attività dopo le pesanti flessioni degli ultimi tempi.

Per il comparto fashion, poi, il 2016 è percepito come un vero e proprio spartiacque tra prima e dopo. Solo per riferirsi a brand di assoluta rilevanza internazionale, istanze di fallimento per Aeropostale e American Apparel, e ripetute negatività di risultati per Gap, Guess e Abercrombie & Fitch. Questo, perlatro, per limitarci ai soliti noti. Ma al tempo stesso aziende quali Urban Outfitters e American Eagle Outfitters grazie alla maggior prontezza nella risposta al cambiamento hanno ottenuto risultati che variano dal +5% al +20% a seconda della linea d’offerta.

Infine, considerando il grande peso della tecnologia nei processi d’innovazione del Retail, non sarebbe giusto trascurarne il parere degli addetti ai lavori.

Secondo l’autorevole CIO.com, che propone il punto di vista dei manager ICT, i cinque trend digitali che segneranno il settore nel 2017 saranno Mobile Commerce, Chatbots, Retail Virtuale con i visori dedicati e le operazioni di retargeting dei clienti. E soprattutto, senza nessuna sorpresa, il Social Commerce.