Rapporto Coop 2019: l’Italia in casa, fuori casa e nel carrello

Rapporto Coop 2019
Michele Caprini
19 set 2019

Dal suo esordio, nel 2006, il Rapporto Coop è uno dei documenti più attendibili sullo stato reale dell’Italia. L’edizione 2019 è stata presentata ieri, a Milano. La fotografia del paese che ne scaturisce non sorprende e non consola.

L'Italia non riparte

La prima metà dell’anno conferma la stagnazione economica, e i valori del PIL oscillano sempre intorno allo zero. Stagnazione, peraltro, anche dei redditi, che non riescono ancora a recuperare l’andamento precedente alla crisi. La contrazione della spesa è pari al -0,9% e la differenza nei consumi mensili tra il Nord e il Sud non accenna a diminuire: in media 10 mila euro all’anno.

Come arrivare alla fine del mese? Per il Rapporto Coop le difficoltà economiche delle famiglie sono chiare, e il fenomeno sembra toccare soprattutto quello che un tempo si chiamava “ceto medio”.  Ridotto nella consistenza numerica, da dieci anni a oggi, e sofferente un netto deterioramento delle condizioni di vita. Albino Russo, direttore dell'Ufficio studi Coop, indica nella metà delle persone che si dichiarano appartenere alla classe media, coloro che accusano problemi nella gestione del bilancio famigliare.  

Tra preoccupazioni e sostenibilità

Economia, lavoro, immigrazione e clima sono le prime quattro preoccupazioni della nostra gente, che tra gli europei sembra vincere la poco invidiabile medaglia del pessimismo. Indicativo, al riguardo, l’incremento registrato nel 2018 delle licenze per porto d'armi, +13,8%.

Si fa forte, invece, l’interesse verso le tematiche ambientali, riflesso chiaramente anche dalle preferenze di consumo in ogni tipologia merceologica, non ultimo l’abbigliamento. La sostenibilità, naturalmente, riguarda anche il cibo: il 68% dei consumatori è favorevole al supplemento sui prodotti in plastica monouso per disincentivarne l'acquisto. I prodotti Made in Italy sembrano un porto sicuro: ancora in aumento, questa volta al +4,8%.

La distribuzione

Per quanto riguarda la GDO, il Rapporto Coop 2019 evidenzia la progressione inarrestabile dei discount. In Europa, i dati Nielsen parlano di un’incidenza sulla distribuzione al 18.2% nel 2008 e al 23% nel 2018.

La crescita del segmento si accompagna alla riduzione degli ipermercati e dei supermercati. In Italia, velocità e intensità sono ancora più marcate: la quota di discount dovrebbe arrivare a circa il 24.6% (valore medio europeo previsto: 26%) nel 2023. In aumento, quindi, del 30% fra il 2019 e il 2023.

I consumi alimentari fuori casa valgono complessivamente 83 miliardi di euro. Ma si difendono bene, a dimostrare la crescente disaffezione per i fornelli, anche gli alimenti già pronti o semi-pronti. Sugli scaffali del supermercato, l’instant-food è cresciuto del +9,3% in un anno.

Food delivery e ristoranti

Il Rapporto Coop 2019 inevitabilmente certifica, poi, l’esplosione del food delivery. Interessa quasi un italiano su tre, che si serve delle corse di Deliveroo, Just Eat e Glovo, sfruttando i canali social e online.

Il 93% delle città italiane con più di 50.000 abitanti e quasi un abitante su due sono a portata di “rider”. Rimangono, invece, più scoperte le aree a minor densità di popolazione. Milano e Roma, comunque, sono di gran lunga le capitali del comparto, garantendone la grande maggioranza dei ricavi totali.

Le consegne a domicilio erodono sicuramente le quote di mercato del “take away”, ma non rubano spazio ai ristoranti. Nel 2018 più di tre quarti dei pasti consumati fuori casa si consumano lì, a conferma di una tendenza comune all’Europa.