Rapporto Coop 2018 – L’Italia dei ritardi e delle differenze

Rapporto Coop 2018
07 set 2018
GDO Fashion & Luxury Food & Beverage
Il Rapporto Coop pubblicato annualmente è riferimento imprescindibile per la Distribuzione italiana e per la comprensione del Paese reale, in un quadro internazionale.

Presentato alla stampa ieri presso la Terrazza Martini a Milano, il Rapporto Coop 2018 comprende cinque aree d’indagine. Nell’ordine: il contesto economico, le famiglie, i consumi, il largo consumo e il dettaglio.

Nel suo insieme, la ricerca induce considerazioni più negative rispetto all'edizione 2017.  La crescita economica globale evidenzia i propri limiti nell’insostenibilità della pressione sull’ambiente e l’acuirsi delle distanze sociali tra le diverse aree del mondo e, soprattutto, all’interno di esse.

La “ripresina” italiana, debole e asimmetrica (+0,6% a valore, con una inflazione dell’1,1%) ne è la dimostrazione locale. Malgrado cinque anni di Pil positivo L’Italia è ancora il fanalino di coda nei consumi europei. La crisi ha intaccato i risparmi dei nostri connazionali: nell’ultimo decennio il risparmio globale è passato da 120 miliardi a 70.

Per Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, “La ripresina che stavamo sperimentando sembra essersi fermata. Le vendite nei primi otto mesi del 2018 sono calate dello 0,8% con l’incertezza nel paese che fa da freno”. Preocuupazioni anche più forti, peraltro, erano state espresse nei giorni scorsi da Confesercenti.

I consumi non recuperano il terreno perduto a partire dal 2010: sono ancora in calo del 2,2% contro il + 12,7% tedesco, + 10,2% della Francia e il lieve attivo della Spagna. Il Rapporto Coop 2018 evidenzia come gli italiani spendono in media 11.600 euro a testa: 200 euro meno dei francesi, 2.200 meno dei tedeschi e 10mila in meno degli americani. 

Nel 2017 il 19% della spesa è stato destinato a cibo e bevande, il massimo dell’ultimo decennio, ma il dato rappresenta una grande contraddizione. Nel primo semestre 2018 la spesa alimentare delle famiglie a basso reddito è calata del 4% rispetto all’anno scorso. La spesa del 20% delle famiglie più ricche del paese è invece aumentata del 3%.  

Divario costante anche nei consumi anche tra Nord e Sud: una famiglia trentina spende in media 17mila euro in più all’anno rispetto a una famiglia calabrese.

Guardando nel carrello della spesa, nel primo semestre del 2018 le vendite di prodotti BIO hanno toccato quota 2 miliardi di euro, contro i 3,6 dell’anno scorso.

I cosiddetti “cibi pronti” crescono del 6%, ma il vero botto del Rapporto Coop 2018 è sicuramente dato dalla consegna del cibo a domicilio. Solo nei primi tre mesi del 2018 se ne sono serviti circa 3,5 milioni di italiani, con un incremento dell’80% rispetto al 2017. Anche l’online alimentare registra un incremento significativo: il 34% nei primi sei mesi dell’anno.

Cresce nel carrello l’attenzione al problema della plastica (+14) e al biodegradabile (+6%). Questo trend di consumo si fa ancora più evidente nel caso dei detergenti domestici. La merceologia è in calo (-0,8%), ma l’opzione “verde” segna una crescita a valore dell’8,8%. Prodotti ecologici e responsabili hanno raggiunto nel primo semestre 2018 quota 2 miliardi di euro nelle vendite (contro i 3,6 dell’intero 2017).

Il documento, infine, considera anche le propensioni digitali del Paese. Un italiano su tre riconosce di avere contratto la dipendenza da smartphone (il mercato continua a crescere: + 3,6 %, un punto percentuale in più della media europea). E a proposito di social media social Whatsapp supera Facebook (83 punti percentuali di utilizzatori quotidiani contro 69).