Rapporto Coop 2017: il peggio è alle spalle, la ripresa è nel carrello

05 gen 2018

Segni tangibili di ripresa sembrano premiare le speranze. La lettura dell’edizione definitiva del Rapporto Coop 2017, pubblicata ieri, conferma quanto avevamo titolato nel settembre scorso, all’uscita del primo Rapporto: “nel carrello della spesa l’Italia che non si rassegna”. Redatto con la collaborazione scientifica di REF Ricerche e Nielsen, e con contributi originali di IRI, GFK, Demos, Nomisma, PricewaterhouseCoopers e Ufficio Studi Mediobanca, lo studio di Coop è forse l’indicatore più affidabile dello stato del consumo in Italia, anche perché ancorato ad ambiti della ricerca molto più estesi nell’economia e nella società.

Senza bisogno di andare molto in là nel tempo, soltanto nel 2016 le due parole che esprimevano al meglio le aspettative dei connazionali erano “Timore” e “Crisi”, indicate rispettivamente dal 10% e il 7,6% del campione del sondaggio, ora entrambe intorno al 4,5%. A queste rubano la scena “ripresa” (15,4%, nel Mezzogiorno al 18%), “cambiamento” (15,1%), “benessere” (10,3%), “novità” (7,9%). L’ottimismo sembra è però prerogativa più marcata negli over 50: lo slancio è minore nelle generazioni più giovani.

La ripresa auspicata si è manifestata soprattutto nella settimana che ha preceduto il Natale, registrando un boom di vendite addirittura al +15,6% (iper + super) rispetto alla stessa settimana del 2016. Guida la classifica degli acquisti il Centro Sud (prima la Campania con un +16,2%, seguono a ruota Molise, Umbria e Puglia). Sensibile è stata la controtendenza positiva anche nel comparto non food: è cresciuta del 9,7% la spesa in giochi ed elettronica di consumo.

Quasi tutte al rialzo, comunque, le intenzioni di spesa per il 2018. A farla da padrone i segmenti dedicati al tempo libero, ai viaggi, al piacere personale, ma aumentano anche i consumi per la casa (arredamento, ristrutturazioni, grandi elettrodomestici). La ripresa dovrebbe confermarsi anche per il largo consumo confezionato (+1,3%) e il fresco ortofrutticolo (+1,6%). Grazie a un aumento del potere d’acquisto delle famiglie (stimato in misura di circa l’1%) le previsioni più positive riguardano i comparti dell’audiovisivo, computer e accessori (+ 8,5% nel 2018), telefonia (+7,8%). Positivo, ma in misura minore, anche l’andamento food (+ 2,1%).

Sul territorio la tendenza attesa segnerà però un diverso andamento rispetto al 2017: se nel periodo festivo le regioni centro-meridionali hanno speso più della media nazionale, l’incremento maggiore del fatturato sarà nel Nord Italia (+1,2% e +1,4%, rispettivamente per Nord-Ovest e Nord-Est).

Guardando all’andamento del commercio nel suo complesso, continuano le difficoltà per i negozi al dettaglio, e all’opposto risultano in netta crescita i punti vendita orientati a specifici segmenti merceologici (specialisti drug), di prezzo (Discount dal 15,1% al 17,3%) di servizio e assortimento sui prodotti alimentari (Superstore, dal 14,0% al 14,7%). Sempre scuro l’orizzonte degli ipermercati, che soffrono la competizione delle grandi superfici specializzate e dell’offerta online. Stabile la quota dei supermercati, che con oltre il 41% delle vendite si conferma struttura portante della GDO italiana.

GDO Ripresa