Panino Giusto, a Cupertino un’eccellenza italiana (altro che “sounding”...)

22 nov 2016

La storia di Panino Giusto è un altro capitolo, se non addirittura la réclame, dell’eccellenza italiana dell’alimentazione. Eccellenza talmente riconosciuta e radicata nel mondo da generare un esteso fenomeno commerciale d’imitazione, con marchi che d’italiano non hanno nulla, ma che italiani “suonano” (e vendono): l’italian sounding, appunto.

L’avventura di Panino Giusto inizia l’otto febbraio del 1979, con l’apertura del primo ristorante in corso Garibaldi a Milano. “Giusto”, perché si fa in fretta a dire “Panino”. In realtà, nella città della “micchetta” che per lungo tempo aveva rappresentato l’immagine stessa del popolare fast food di casa nostra, il nuovo ristorante milanese punta sulla qualità come elemento primo e qualificante della propria offerta: il prosciutto di Langhirano, lo speck tirolese, la bresaola della Valtellina, il Parmigiano Reggiano, il Caprino e il Brie. Olive taggiasche e olio extra-vergine solo ed esclusivamente nostro.

panino-giusto-cuppertinoNel 2010 l’imprenditore romano Antonio Civita acquisisce il controllo di Panino Giusto, e ne aumenta la forza esportandone il modello dalla collocazione, fortunata ma limitativa, di Milano per farne un’azienda che conta 20 punti vendita nello Stivale (di cui due a Roma) e sette negozi tra Londra, l’Asia e gli Stati Uniti; 30 milioni di euro di fatturato l’anno, generato per i due terzi da locali diretti e per un terzo da locali affiliati. Trecentocinquanta i collaboratori del brand, In cucina e in sala, provenienti per lo più da istituti alberghieri e dall’università di scienze gastronomiche di Pollenzo.

Oggi Panino Giusto è sinonimo internazionale di questa specialità italiana, concettualmente ben distante dalle diverse proposte fast casual cui è abituato il consumatore internazionale, in particolare quello di origine americana che ha fatto fortuna nel mondo. Cupertino è il settimo punto vendita aperto fuori dal nostro Paese per Panino Giusto (i numeri dicono di un investimento di circa 1,5 milioni di dollari e prospettive, anzi forecast, di vendite per due milioni all’anno). I nomi dei panini? Tutti in italiano, naturalmente, come italiana è la filiera di fornitura presentata orgogliosamente nei menu per rivendicarne il particolare e distintivo valore.

The Daily Meal, sito newyorchese tra le “bibbie” dei gourmet americani, presenta come meglio non si potrebbe l’apertura di Panino Giusto a un tiro di schioppo dal quartier generale di Apple.

“Italian Panini Shop Lands in Cupertino - People in Milan consider lunchtime a serious thing. For a real connection with the locals, you can’t ignore the crowd at Panino Giusto at noon. Kids in sneakers and T-shirts and businesspeople in suits are queued up for a pressed sandwich with classically Italian flavors. Think: prosciutto, Parmigiano, balsamic vinegar, and salame di Felino

In Retex abbiamo avuto la fortuna di partecipare il lancio del ristorante di Cupertino occupandoci, sia concesso il gioco di parole, di tecnologia giusta. Una tra quelle di cui ci occupiamo abitualmente, il front end di cassa, e di cui continueremo a occuparci nei roll out previsti per la diffusione internazionale del brand. Motivo in più per fare a Panino Giusto i nostri auguri. Giusti, ça va sans dire.