Luxury Goods 2017: il fascino italiano del (troppo) piccolo ma bello

12 giu 2017
Per l’edizione 2017 del rapporto “Global Powers of Luxury Goods ”, di Deloitte, nel settore della moda e dei beni di lusso l'Italia vanta ben 26 aziende nella classifica mondiale delle prime 100 per vendite. È prima, ma resta il problema (che non è peraltro tipico solo di questo comparto) della dimensione molto maggiore dei suoi concorrenti: i gruppi italiani hanno un volume medio di ricavi tre volte inferiore a quello dei francesi e due volte rispetto a quello dei player americani e svizzeri. Le prime dieci aziende della classifica top 100 sono LVMH, Richemont, Estée Lauder, Luxottica, Kering, gruppo Swatch, L’Orèal, Ralph Lauren, Chow Tai Fook (colosso cinese della gioielleria e orologeria) e Pvh (società Usa che controlla Calvin Klein e Tommy Hilfiger) e da sole rappresentano quasi la metà (48%) del fatturato totale, che per i marchi compresi in classifica è di 212 miliardi di dollari. Per "Global Powers of Luxury Goods" Luxottica (che con l’approvazione della fusione con Essilor rafforzerà la sua leadership globale) è l'unico italiano tra i primi dieci, al quarto posto, seguito da Prada (17esimo) e Giorgio Armani (21esimo). I dati evidenziano note caratteristiche strutturali: in termini di fatturato il perimetro medio delle aziende italiane è di 1,3 miliardi di dollari, per le realtà francesi è di 5 miliardi di dollari. Negli Usa e in Svizzera questo valore è più basso (3 miliardi di dollari) ma è pur sempre più che doppio. Il mercato internazionale non mostra rallentamenti: in Cina, Russia ed Emirati Arabi Uniti il 70% dei consumatori negli ultimi cinque anni ha incrementato la propria spesa in beni di lusso contro il 53% dei mercati più maturi (Unione europea, Stati Uniti e Giappone). Spostando l’attenzione ai risultati delle categorie, il "Global Powers of Luxury Goods" mette al primo posto borse e accessori (+13,4%), mentre tra i canali spiccano commercio digitale e travel retail, che sembrano destinati a risultati importanti anche per l’anno in corso.