Legge sullo spreco alimentare, plaude il retail italiano

08 ago 2016

Dallo scorso mercoledì la lotta allo spreco alimentare è diventata legge dello Stato. Con il via libera definitivo del Senato l’Italia si dota così di un provvedimento organico sul recupero delle eccedenze e sulla loro donazione per solidarietà sociale. Lo spreco alimentare ha nostro Paese dimensioni molto consistenti: secondo i dati di Coldiretti questo costa all’Italia 12,5 miliardi di euro, persi per il 54% al consumo (in media ogni italiano ha gettato nel bidone della spazzatura 76 chili di alimenti durante l’anno), per il 21% nella ristorazione, per il 15% nella distribuzione, per l’8% nell’agricoltura e per il 2% nei processi di trasformazione.

Il provvedimento segue a soli sei mesi di distanza l'analoga legge francese, definisce per la prima volta nell'ordinamento italiano i termini di "eccedenza" e "spreco" per i prodotti alimentari (chiarendo inoltre in via definitiva i dubbi relativi al termine minimo di conservazione e alla data di scadenza), e punta a semplificare le procedure per la donazione per le aziende, nel contesto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità.

L’obiettivo è ridurre gli sprechi alimentari in Italia di un milione di tonnellate nel 2016. L’accresciuta sensibilità pubblica al tema dovrebbe facilitarne il conseguimento: il 53% della popolazione è convinta che il contenimento degli sprechi dipenda soprattutto dalle scelte dei consumatori e il 46% che questi possano essere combattuti con una migliore pianificazione della spesa. Anche l’agricoltura potrà assumere un ruolo di prima importanza: la legge consente la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e le donazioni dirette agli indigenti. Nel settore della ristorazione incentiva i consumatori all’asporto dei propri avanzi con la “family bag”.

La legge italiana differisce dalla legge francese dello scorso 3 febbraio per un aspetto fondamentale: mentre quella si basa sulla penalizzazione, questa punta sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica. Ed è coerente agli obiettivi dell’Unione Europea dove si calcola che lo spreco alimentare ammonti a circa 100 milioni di tonnellate l’anno (la stima è del commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis).

La legge sullo spreco alimentare ha trovato l’approvazione dei soggetti più importanti del retail italiano.

Per Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione “Prima di questa legge assistevamo al paradosso che destinare i prodotti al rifiuto costava più che donarli. Questo a causa dei pesanti adempimenti burocratici necessari per fare le donazioni. Ora si sono invece create migliori per raddoppiare le attuali 480.000 tonnellate di donazioni da parte dell’intera filiera, raggiungendo il milione di tonnellate annue”.

Stefano Bassi presidente di Ancc-Coop afferma: “Questa è una buona legge destinata ad essere d’esempio nell’Unione Europea: favorisce ed incentiva l’impegno delle imprese volto a ridurre lo spreco di prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili, ma non più vendibili. Assicura – in un contesto di trasparenza e rigore amministrativo – la donazione di ingenti quantità di alimenti a fini di solidarietà sociale e per il contrasto della povertà, attraverso una forte semplificazione ed un’importante estensione delle merceologie e della platea dei soggetti del Terzo Settore destinatari”.

Aggiunge Flavia Marè, Responsabile Assicurazione qualità e coordinatrice CSR Carrefour Italia: “Riteniamo che la legge italiana sia ad oggi il migliore esempio a livello europeo di lotta allo spreco alimentare perché, rispetto a quella francese, basata sugli incentivi e sulla valorizzazione delle buone pratiche”.

In ultimo, il presidente di QUI Group Gregorio Fogliani: "Abbiamo calcolato che se tutti i pubblici esercizi italiani mettessero a disposizione le loro eccedenze, con una media di 20 pasti al giorno, si potrebbero distribuire addirittura 7 milioni di pasti quotidianamente. Noi, che con il progetto no profit Pasto Buono abbiamo raggiunto i 500mila pasti recuperati all'anno, ci poniamo come obiettivo di recuperare e donarne almeno un milione".