Intelligenza artificiale, tra ritardi e opportunità

intelligenza artificiale retail
20 feb 2019

Intelligenza artificiale come base del 75% della comunicazione digitale, già nel 2022. A dirlo è lo IULM di Milano, un’eccellenza della nostra università. La domanda sorge spontanea: qual è lo stato delle tecnologie di IA, e nel retail in particolare?

È in ritardo, che non interessa solo il settore né il solo paese. Questo è dovuto all’arretratezza della ricerca e dello sviluppo di tecnologie d’intelligenza artificiale in Europa. Secondo McKinsey, l’ICT digitale europeo esprime circa l'1,7% del PIL, contro il 2,1% della Cina e il 3,3% degli USA. Solo due aziende europee sono nella top 30 mondiale della tecnologia digitale, e solo quattro società europee sono tra le prime 100 startup mondiali di intelligenza artificiale.Eppure, molte storie recenti del retail mondiale ne chiariscono i vantaggi oltre ogni dubbio.

Storie virtuose

Lowe's ha introdotto un robot all'interno del negozio. “Lowebot” guida i clienti all’interno dei negozi e li aiuta in più lingue a reperire il prodtto d’interesse. Il robot, inoltre, supporta la gestione dell'inventario rilevando in tempo reale i movimenti delle merci. H&M si serve dell'intelligenza artificiale per analizzare i resi dei negozi, nella gestione della loyalty e per prevedere la domanda futura. Kroger ed eBay, invece, per definire e ottimizzare il pricing più appropriato. Della ricerca vocale dei prodotti hanno approfittato Costco, Kohl's, Target, Tesco e Walmart.I chatbot per l'assistenza clienti sono ormai diffusi tra i brand fashion più popolari. Burberry e Tommy Hilfiger ne fanno uso su Facebook Messenger per rispondere alle richieste dei clienti.

 

Le supply chain

Le evidenze maggiori dell’intelligenza artificiale nel retail riguardano soprattutto la relazione con il cliente. Ma questo non significa che l’interazione tra uomo e robot o i camerini intelligenti siano più importanti dei processi tipici della distribuzione.

Nella logorante rincorsa a modelli di commercio unificato, infatti, le supply chain stanno diventando sempre più complesse e veloci, rendendone quanto mai difficili il controllo e la gestione. L’IA aiuta a integrare insiemi di dati normalmente separati nei vari comparti. La gestione degli ordini, dell'inventario e dei trasporti dovrebbe essere unificata. Come conseguenza, l’analisi predittiva basata su questi dati abiliterebbe lo sviluppo di modelli di vendita e servizio più sofisticati.

L'Italia

I consumatori italiani sembrano, per lo più, disponibili all’innovazione. Interessanti, per questa ragione, le conclusioni di “Conversazioni sulla trasformazione “, una ricerca condotta sul finire del 2018 da Digital Transformation Institute con Assintel e SWG. In essa, si quantificava nel 68% degli intervistati coloro che ritenevano importante che le macchine possano rilevare le reazioni delle persone che hanno di fronte. Il 55% di questi, inoltre, si dichiarava molto o abbastanza disponibile a conversare con un assistente virtuale.

Resta grave a tutte le latitudini, però, il sospetto verso un futuro di difficile lettura.