Grocery online: botte, risposte, costi e consegne.

Grocery online
27 lug 2018
La definitiva affermazione del settore passa per la risoluzione del nodo "delivery". La vicenda recente del colosso Kroger sembra tracciare la via per tutto il comparto.

Grocery online in decollo? Forse, secondo un report di One Click Retail (azienda americana leader nei dati di misurazione del commercio digitale). Per OCR nel secondo trimestre del 2018 Amazon avrebbe registrato negli USA un giro d’affari di 650 milioni di dollari, in incremento del 40% sul 2017.

Numeri che valgono a Jeff Bezos il 18% del market share nel canale, quasi il doppio rispetto a Walmart, il concorrente per definizione. Il Prime Day 2018 è stato il primo dall’acquisizione di Whole Foods e proprio il network di supermercati BIO ha contribuito non poco al successo dell’evento.

I clienti dell’insegna hanno infatti potuto contare su un buono da 10 dollari spendibile online per ogni 10 dollari di spesa nei negozi. Nelle 36 ore dell’iniziativa, le vendite di generi alimentari sono aumentate del 25%.

Numeri, però, che secondo altri protagonisti non determinano una vera escalation del grocery online. Interessante la reazione di Kroger, la più grande catena di negozi di alimentari degli USA e secondo retailer del Paese in assoluto (proprio davanti ad Amazon).

Kroger, che opera sul territorio con 2800 punti vendita, ha diffuso una nota per ricordare che nella singola giornata vende in media circa 110 milioni di prodotti. Numeri da Prime Day, ma fatti col carrello della spesa e quotidianamente.

Secondo il CEO Rodney McMullen, nel primo trimestre il giro d’affari online di Kroger è cresciuto del 66%. Il servizio di consegna è stato garantito entro due ore da oltre 1.200 store, ai quali si aggiungono ben 1.165 punti di ritiro. E proprio quest’ultimo sembra essere il vero punto nodale del grocery online.

Secondo un sondaggio di Forrester Analytics quasi un terzo dei consumatori non compra sulle piattaforme eCommerce a causa dei costi elevati delle consegne.

Per questa ragione Kroger non più di due mesi fa ha investito 250 milioni di dollari in una partnership con Ocado. Scopo: la gestione automatizzata dei magazzini integrata con la gestione degli ordini online.

Non solo, ma qualche giorno dopo ha perfezionato l’acquisizione di Home Chef, un'azienda che consegna ingredienti e ricette pre-porzionati (“meal kit”) agli abbonati al servizio. Oggi sono circa tre milioni i pasti mensili serviti a domicilio da Home Chef. Ancora più recente l’annuncio del raddoppio del personale addetto al digitale entro la fine del 2019.

Per il grocery online, dunque, la vera scommessa per tutti è trovare il modo di associare la riduzione delle spese di consegna alla maggiore efficienza del servizio. Si apre quindi il capitolo delle nuove tecnologie utili allo scopo. Tra i prossimi passi, almeno a giudicare dagli investimenti in corso, prende quota anche il minivan in guida autonoma per la consegna a domicilio dei prodotti alimentari.