Fuoricasa, soprattutto: la nostra spesa vent'anni dopo

12 mag 2017

Negli ultimi vent’anni la spesa degli italiani è cambiata molto e sostanzialmente. FIPE -  Federazione Italiana Pubblici Esercizi - ha appena presentato la propria indagine a Tuttofood, la fiera internazionale del B2B dedicata al food & beverage.

Le nuove tendenze di consumo alimentare sono diverse e contraddittorie e incidono ovviamente con forza sulle politiche del Retail. Una parte minoritaria di italiani è sempre più orientata al salutismo, e un’altra maggioritaria non associa per nulla i concetti di alimentazione e benessere.

Comportamenti opposti che Fipe rintraccia da una parte nella riduzione della spesa per pane e cereali (-7,5% a prezzi costanti nel periodo 2000 – 2015), per la carne, principalmente rossa (-8,1%), per vegetali (-11%) e frutta (-11,4%) e dall’altra nell’aumento del tasso di popolazione in sovrappeso o addirittura in condizioni di obesità̀, arrivata a 5 milioni di persone.

Resiste il nostro “modello mediterraneo”, con un peso percentuale dei consumi alimentari sul totale dei consumi che si attesta sul 14%; ma nel carrello della spesa si riducono pane e cerali (-7,5% nel periodo 2000 – 2015) e la carne (-8,1%), e anche i consumi di pasta e dessert scendono in casa, ma non nella ristorazione.

Proprio quest’ultima la fa sempre più da padrona: tra i fenomeni di maggiore interesse vi è infatti l’aumento netto dei consumi fuoricasa. Oggi il 35% della spesa alimentare è indirizzata su bar e ristoranti. Per quanto riguarda il peso percentuale della ristorazione sul totale dei consumi, l’Italia con il 7,6% si pone sopra il valore dell’Eurozona (7,1%) al secondo posto dopo la Spagna (14,6%), battendo Francia, Germania e Regno Unito.