Buone feste

Buone feste
26 ago 2019

Nessun errore, è agosto ma per il retail internazionale le feste incombono, e urge preparare la “holiday season” 2019. Si parte con il Ringraziamento americano, si continua con Black Friday e Cyber Monday, si finisce a Natale. E dalla Cina, sempre a novembre, si propagherà la sbornia del Single’s Day.

Secondo un sondaggio di Criteo, multinazionale del marketing digitale, quasi la metà degli intervistati ha dichiarato di aspettarsi un forte aumento delle vendite. In che misura? Il 45% nel Regno Unito, il 48% negli USA, il 50% in Francia. Qui, come in Italia, il Black Friday sta risultando alternativa sempre più forte ai saldi invernali di gennaio.

Un anno fa

Nel 2018, i consumatori americani hanno speso la cifra record di 850 miliardi di dollari. Guardando in casa nostra, la media dei connazionali che hanno acquistato nelle nuove feste del commercio è cresciuta di quasi dieci punti percentuali, passando dal 23% del 2016 al 32,6% del 2018 (dati Confcommercio).

Non tocca a noi stilare il perfetto manuale delle feste, ma l’evidenza di alcune indicazioni dello scorso anno è innegabile. Sulla scorta di queste, è chiaro che non tutto si gioca sugli sconti delle giornate-clou. Quello che conta, invece, è pianificare una strategia per l’intero periodo, con l’attenzione puntata alle conseguenze delle promozioni novembrine. La slitta di Babbo Natale, spesso, si fa più leggera e l’andamento dei redditi, nel nostro occidente, certo non aiuta.

Le grandi promozioni di novembre non possono assorbire l’intero sforzo commerciale del quarto trimestre. Secondo alcuni analisti, i retailer dovrebbero prendere in considerazione comportamenti più accorti. Vendite in anteprima a novembre, per esempio, seguite da grandi promozioni natalizie.

 

Non solo eCommerce

E, inoltre, è bene non farsi abbagliare dai numeri strepitosi dell’eCommerce. Nel 2018, infatti, una corretta omnicanalità ha premiato a dovere il retail fisico. Apocalypse or not, le indicazioni più interessanti sono arrivate ancora dal mercato americano. E puntano, in buona parte, ancora sulle consegne.

Due giganti della distribuzione tradizionale come Best Buy e Target, infatti, hanno assicurato ai clienti spedizioni gratuite, di due giorni e senza obbligo di acquisto minimo. Indebolita una delle principali attrattive dello shopping online, l’iniziativa ha indotto un fortissimo aumento medio nelle conversioni online di dicembre (su settembre/ottobre).  

Il risultato non è andato a scapito delle vendite nei negozi che hanno, peraltro, incassato l’ennesimo successo del click-and-collect, in qualche caso in incremento superiore al 50%.

Anche la spedizione dell’ultimo minuto è stata una mossa accorta. I grandi distributori che hanno garantito, per gli acquisti precedenti al 21 dicembre, la consegna entro Natale hanno realizzato tassi di conversione molto più elevati. E, ancora per Target, bel risultato del servizio di drive-up, che ha consentito ai clienti di ricevere i propri acquisti in auto in oltre mille punti di vendita. Walmart, dal canto suo, prevede che entro la fine di quest’anno la spedizione entro 24 ore sarà disponibile per il 75 per cento dei suoi clienti.

Attenzione

Infine, la coerenza tra dispositivi e metodi di pagamento. Quando questo è permesso al cliente in qualunque punto di contatto, e indipendentemente dalla tecnologia in uso, il punto a favore è certo.

Tre i rischi da evitare, invece, a qualsiasi costo. Le consegne in ritardo, soprattutto, è inaccettabile che Babbo Natale arrivi il giorno dopo. Poi, la mancata disponibilità del brand a forte domanda sugli scaffali o per le spedizioni, e la complessità delle transazioni online. Pochi click per la conversione del cliente in compratore, o non lo diventerà mai.

Buone feste, quindi, a chi vende e a chi compra.