euroCommerce digitale, cambiano le regole

geo-blocking
10 dic 2018

euroCommerce digitale, cosa cambia.

Geo-blocking

Dallo scorso 3 dicembre la procedura di geo-blocking è vietata. Il compratore che si trova in un paese europeo può quindi acquistare online su qualsiasi sito di e-commerce dei paesi dell’Unione, senza dover sottostare alle limitazioni e ai fastidi insiti in questa modalità di vendita.

Lo scorso febbraio Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea avevano approvato un nuovo regolamento, ora entrato in vigore, che fa parte del più generale obiettivo di creare il mercato unico digitale europeo.

Fino a oggi, con il geo-blocking i rivenditori online potevano imporre restrizioni ai consumatori secondo la nazionalità di appartenenza o il luogo di residenza. Questo, per esempio, bloccando l’accesso ai siti da paesi diversi, rifiutando l’ordine o escludendo consegne oltre il confine nazionale. E, più in generale, applicando tariffe e condizioni diverse che da applicare ai clienti esteri.

Il nuovo regolamento permetterà ai consumatori di acquistare indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo dell’operazione, a parità di condizione con i clienti del mercato locale. Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione Europea per il Mercato unico digitale, ha quantificato nel 63% la maggioranza dei siti che, ancora nel 2015, non consentiva acquisti da un altro Paese dell’Unione Europea.

Servizi B2B

Negli obiettivi della UE anche la trasparenza dei servizi B2B delle grandi piattaforme online.

Secondo l’austriaco Josef Moser (Vienna ha in carico attualmente il semestre di presidenza del Consiglio dell’Ue) “Norme chiare ed efficaci sono essenziali per l’ulteriore sviluppo del commercio transfrontaliero all’interno del mercato unico. Una società o un consumatore non vendono o acquistano beni in un altro stato membro se non vi è sufficiente certezza giuridica sui loro diritti e obblighi”.

La nuova direttiva, già approvata dalla commissione per il mercato interno di Strasburgo, stabilirà norme comuni sui contratti di vendita nell’euroCommerce. Tra questi la conformità dei prodotti al contratto, i rimedi da applicare in caso di difetto e il modo in cui dovranno essere riconosciute le garanzie commerciali. Per queste si prevede una durata minima di due anni, ma dove le legislazioni nazionali prevedono periodi più lunghi, questi saranno mantenuti.

I motori di ricerca e i marketplace dovranno motivare la rimozione di beni o servizi dai risultati di ricerca e indicare chiaramente i parametri per determinare il ranking nei risultati di ricerca. Stretta anche sulle modifiche arbitrarie in termini di servizio, che dovranno essere comunicate al consumatore con almeno 30 giorni di preavviso.

Reclami

Tutte le piattaforme online di dimensioni medio-grandi dovranno istituire un sistema interno di gestione dei reclami e facilitare la risoluzione extragiudiziale delle controversie. Un effetto primario della normativa sarebbe la possibilità, da parte delle aziende, di citare in giudizio le piattaforme collettivamente nel caso in cui i reclami non siano gestiti adeguatamente.