La grande battaglia delle consegne: Domino's, Just Eat e i robot

10 lug 2016

Abbiamo trattato dell'accordo con Amazon Prime Now di Unes e NaturaSì, di Walmart con il carrello intelligente, di Uber Eat, ma al centro dell’attenzione resta sempre il tema della consegna, questa volta con Just Eat e Domino's.

I ragazzi sullo scooter, e relativo scatolone, che girano per la città a consegnare la pizza sono una figura ormai tipica di qualsiasi contesto urbano, talmente diffusa da diventare oggetto di studio e ispiratrice di videoclip musicali. A loro non farà certo piacere ciò che sta facendo Just Eat, la più famosa azienda al mondo di mediazione “take away” tra ristoranti e clienti, per i quali si occupa delle consegne. Dopo gli esperimenti di consegna fatti con i droni, Just Eat ha avviato una partnership con Starship Technologies per testare robot automatizzati per la consegna di cibo a domicilio.

Starship Technologies, creata due anni orsono da alcuni dei soci di Skype, ha sviluppato un prototipo di robot per la consegna di pasti, pacchi e prodotti destinazioni comprese in un raggio di 20 chilometri dal ristorante prescelto. Ai clienti verrà assegnato un codice di sicurezza per poter ritirare dai robot quanto ordinato. Il robot si muoverà su sei ruote, sarà alto meno di un metro, e conterrà due scomparti diversi, il primo destinato alla conservazione dei prodotti caldi, l’altro per le bevande fredde. È stato progettato per muoversi autonomamente, controllato dagli operatori delle centrali di comando in grado di intervenire in qualsiasi momento. La città dove verrà effettuato il test è Londra.

 

Questo sarà il secondo capitolo della saga dei robot, che avrà certo minore fama e dignità letteraria del “Ciclo” di Isaac Asimov, ma potrebbe segnare un importante cambiamento di tutto il settore della distribuzione.Il primo capitolo era stato scritto tre mesi fa da Domino, la più grande catena americana di pizze a domicilio. Il prototipo di robot, che viaggia a 20 km/h, ha anche un nome: DRU, Domino’s Robotic Unit, ed è stato disegnato sul modello di un’unità in uso nell’esercito, utilizzando il software sviluppato dall’australiana Marathon. Complessivamente, i diversi progetti sull’uso di queste tecnologie di autotrasporto in diversi luoghi dell’Europa e degli Stati Uniti hanno coperto quasi 9.000 miglia e incontrato più di 400.000 persone senza avere fino a oggi causato o subito incidenti, grazie ai sistemi di controllo costituiti da videocamere, sensori e altre tecnologie.