Digital Commerce: chi ha detto che le chiacchiere non servono?

16 ott 2016

Il Digital Commerce è il campo, molto ampio e sempre più caratterizzato dalla relazione diretta tra chi vende e chi compra, su cui si gioca la competizione tra i retailer. E in questo campo avanza una lenta ma progressiva erosione dell’e-commerce tradizionalmente inteso a favore dei social network.

I social media stanno diventando centrali nelle strategie di marketing e comunicazione per le aziende del retail, ma un uso corretto ed efficace non è però cosa semplice e non mancano certo i casi in cui l’immagine aziendale ha risentito di scelte sbagliate. Negli ultimi tempi, poi, i principali social media (Facebook, Twitter, Google), i siti di condivisione (Pinterest, Instagram, YouTube), quelli di localizzazione (Foursquare, Shopkick, Nextdoor) e le piattaforme di messaggistica (WhatsApp, Snapchat) hanno iniziato a superare il ruolo di semplice tramite marketing per la diffusione e la consapevolezza del brand, l’integrazione delle attività tipiche con quelle online e l’engagement del cliente per rendere possibile la vendita diretta senza necessità per i frequentatori di trasferirsi in un sito dedicato.

[caption id="attachment_39804" align="alignleft" width="636"]Digital Commerce - Il target Social Media Digital Commerce - Il peso dei Social Media[/caption]

Alcuni casi in particolare sono indicativi del processo in atto. Secondo Slant, affermata compagnia americana di servizi digitali, il 93% degli utenti di Pinterest ha fatto ricerche finalizzate all’acquisto e l’87% lo ha completato. Per Forrester Research, invece, il livello di engagement del cliente dato da Instagram è superiore a qualsiasi altro social in un rapporto compreso tra il 58 e il 120%. Il caso di Snapchat è indicativo poi dell’evoluzione del digital commerce: concepito per un target di giovanissimi che postano postare foto o video che restano visibili per un breve periodo di tempo, con la funzione “Discover” permette agli utenti di acquistare direttamente negli store selezionati, semplicemente premendo “Buy now” in quanto Discover è direttamente collegato a Snapcash.

La sintesi migliore di questo ex-futuro ormai presente a tutti gli effetti è dato da WeChat, intesa agli esordi come semplice “alternativa cinese” di messaggistica a WhatsApp, e invece piattaforma sempre più globale di servizi per il suo enorme numero di utenti (nel mondo, oltre seicento milioni).

I numeri degli analisti più attenti tracciano un quadro del mercato molto chiaro, e la spesa veicolata all’interno dei social potrebbe superare negli USA i 60 miliardi di dollari già nel 2017. Secondo Smart Insights, tra i leader mondiali dei servizi di digital marketing per le aziende consumer, il 67% degli internauti è attivo sui social media - con il prevedibile picco (90%) dei Millennials, il target per definizione del retail internazionale - passando su questi più del 28% di tutto il tempo trascorso online, per un numero di ore al superiore alla televisione e alla posta elettronica. Per una delle più influenti associazioni americane dei consumatori il 60% di questi è disposto all'acquisto attraverso i social media, con un potenziale di spesa calcolato in 315 miliardi di dollari entro il 2020.

Dal punto di vista dei retailer, però, la capacità di affrontare il digital commerce in maniera adeguata sembra ancora limitata: alla scarsità dell’offerta (mediamente solo il 7% dei prodotti del proprio portafoglio sono resi disponibili online) si accompagnano l’insufficiente semplicità di pagamento e il necessario adeguamento dei processi di logistica. La rincorsa è partita.