Consumi in crescita per gli italiani, ma la paura domina e frena la spesa

16 lug 2017

L’andamento dei consumi è migliorato dopo i picchi della crisi, ma l’incertezza regna ancora sovrana e il sospirato cambiamento di passo ancora non arriva.

Secondo Coop le famiglie italiane sono tornate a spendere: 2524 euro al mese di media, rispettivamente l’1,1% e il 2,2% sul 2015 e il 2013, comunque sotto al livello raggiunto nel 2011 (2639 euro). Il tasso più alto di crescita dei consumi è quello dei servizi ricettivi e di ristorazione, al 4,8%. È un indicatore chiaro di una tendenza nuova di cui ci siamo occupati recentemente.

Stringendo il campo sul presente, l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) a giugno 2017 rileva un aumento dello 0,1% mensile e dello 0,6% su base annua, confermando una tendenza al rallentamento rispetto a quanto registrato tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017. La valutazione dell’ente è che pur essendo presenti elementi che rafforzano la ripresa e le prospettive di crescita, vi sono ancora molti fattori d'incertezza che condizionano l'atteggiamento delle famiglie nei confronti del consumo. Le imprese del commercio al dettaglio segnalano infatti un peggioramento delle aspettative, mentre segnali migliori arrivano dal comparto industriale.

Confindustria, infatti, dopo il risultato positivo di maggio registra anche a giugno un miglioramento (+0,4% congiunturale). È una tendenza confortata da quanto rilevato dal lato degli ordini (+1,0% rispetto a maggio), che dovrebbe proseguire anche nei mesi estivi.

Per entrambe le associazioni la maggiore negatività per la propensione al consumo è data dalle preoccupazioni circa un possibile peggioramento della disoccupazione, che con i suoi valori intorno ai tre milioni di unità rappresenta il principale timore, e quindi il maggior freno ai consumi, dei connazionali. I dati di maggio sull'andamento del mercato del lavoro sembrano purtroppo confermarne la fondatezza.  Il numero di occupati è diminuito, in termini congiunturali, di 51mila unità, mentre i disoccupati sono aumentati di 44mila unità.