Consegne on demand, la lunga marcia dei robot

Consegne on demand
20 dic 2018

Consegne sempre più rapide e a domicilio, fattore dirompente della competizione nel retail. Fino a qui, nessun dubbio. Poi, però, vanno poi valutate le conseguenze sulla quotidianità e sull’urbanistica. Queste, invece, non sono ancora così chiare. 

Negli Stati Uniti la guerra delle consegne procede a passo di carica, soprattutto con acquisizioni di aziende della logistica da parte dei retailer. E qui lo scenario si fa interessante e ricco di indicazioni per il futuro, più o meno prossimo, del mercato mondiale.

I robot

Secondo KPMG, entro il 2040 un milione di robot-fattorini autonomi potrebbe invadere le strade americane. Il calo dei costi indotto dai veicoli a guida autonoma potrebbe determinare il dimezzamento del normale traffico automobilistico dei consumatori. 

Diminuirebbe davvero il traffico o semplicemente ne cambierebbe la natura? Non andrebbe sottovalutata, infatti, una nuova congestione da consegne on demand.

Secondo Gary Silberg, capo del settore automobilistico di KPMG, “il numero di robot necessari per tali consegne sarà incredibilmente elevato. Ci potranno essere anche veicoli che riuniscono tali ordini, ma per soddisfare un simile livello di urgenza, non trasporteranno molti pacchi a molti clienti””.

Tempi e quantità

I robot dovranno compiere il tragitto andata e ritorno dal negozio o dal centro di spedizione all’indirizzo indicato. La velocità delle operazioni sarà inevitabilmente limitata dallo scarico delle merci a domicilio, con gli ostacoli tipici della mobilità sui marciapiedi. 

Solo un alto numero di veicoli automatici potrà quindi soddisfare la domanda di servizio entro un’ora. Modalità di consegna on demand, peraltro, in consolidamento quale standard di consumo già dall’immediato futuro.

La gran parte dei robot sarà impiegata per questo tipo di delivery, ma si dovrà gestire la quantità dei prodotti in ordine. Più viaggi, quindi, e con intervalli di tempo sicuramente diversi, entro la giornata o il giorno dopo.

Consegne più lente

I retailer punteranno su politiche di disincentivazione del “tutto e subito”, per opzioni di delivery più flessibile. Amazon, del resto, già oggi offre un credito Prime Now ai clienti che scelgono una consegna più lenta della spesa. Centrale, nella gestione del servizio on demand, l’organizzazione dei punti fisici di spedizione.

KPMG prevede “isole” distribuite in punti nevralgici del territorio. Necessarie per il rispetto dei tempi di consegna richiesti, ma anche per i costi dell’infrastruttura digitale a supporto. Occorreranno, quindi, luoghi con densità di popolazione sufficientemente elevata da giustificarla.