Cernobbio, vent’anni dopo l’euro niente alibi per l’Italia

Cernobbio
23 mar 2019

Dal Forum di primavera, tenuto da Confcommercio a Cernobbio e concluso oggi, non sono venute previsioni ottimistiche per il futuro dall’Italia. Forse riusciremo ad aggirare la recessione ma, comunque, il 2019 e il 2020 saranno anni difficili per la nostra economia, che vivremo all’insegna della stagnazione. Queste, almeno, le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio.

Nel convegno di Cernobbio, giunto alla 20esima edizione, l’associazione di categoria prevede per il 2019 un rialzo del Pil dello 0,3%. Lo scorso ottobre era stato valutato al +1%. Per l’anno prossimo, l’aumento previsto è dello 0,5%.

In flessione anche i consumi, dallo 0,8% previsto in ottobre allo 0,3% e in modesto incremento nel 2020, allo 0,5%.  Non andrà meglio per l’occupazione, pur in crescita dello 0,1% (34.500 unità), rispetto alla precedente stima dello 0,35 (90.000 unità) e segnerà un progresso dello 0,4% a 102.100 unità nel 2020.
Sullo sfondo, a peggiorare la percezione del momento, l’incubo dell’aumento dell’IVA, che comporterebbe una spesa aggiuntiva per le famiglie pari a quasi 900 euro.

Vent'anni di euro, niente alibi

In apertura del Forum di Cernobbio è stato presentato il rapporto 'L'euro compie vent'anni'. Dallo studio emerge un’indicazione di sintesi dell’andamento ventennale della nostra economia comparato al resto dell’Unione. Tra il 1999 e il 2018 il tasso medio di crescita del paese è stato dello 0,4%: circa un quarto della media dell'Ue (+1,6%), in rapporto simile a Francia (+1,5%) e Germania (+1,4%), addirittura un quinto di Spagna (+2%) e Regno Unito (+1,9%).

Rispetto ai livelli minimi del 2013, nel pieno della crisi finanziaria ed economica, l'Italia con la crescita degli ultimi sei anni (+946.000 unità) ha recuperato quasi completamente gli occupati persi. Mai dati di sintesi presentano un quadro tutt’altro che confortante.

Il tasso di occupazione nell’Unione ha mostrato nel periodo, infatti, segni di miglioramento (nel 2018, 73% di persone occupate nella fascia 20-64 anni, in aumento al 75% negli obiettivi per il 2020). In questa graduatoria, però, l'Italia è penultima con il 62,9%, seguita solo dalla Grecia con il 59,4%.