Amazon, nelle corsie e tra gli scaffali

Michele Caprini
13 nov 2019

Amazon ha confermato l’apertura, nel 2020, di un nuovo negozio di alimentari a Woodland Hills, nell'area di Los Angeles. Il sito web CNET ha riportato per primo la notizia, dopo che l'azienda ne ha pubblicato le offerte di lavoro.

Né Whole Foods, né Amazon Go

Il nuovo negozio non farà parte della catena Whole Foods, rilevata nel 2017, i cui negozi offrono una selezione di alto livello di prodotti freschi. A differenza di quanto avviene per Whole Foods, l’offerta del negozio sarà posizionata in una fascia di prezzo inferiore a quella della catena bio.

Il formato sarà completamente diverso anche dai negozi senza cassa Amazon Go e non disporrà, quindi, del sistema integrato di scansione dei prodotti e del pagamento online automatico. I piccoli supermercati automatizzati funzionano bene con i prodotti confezionati, mentre al centro dell'offerta del negozio californiano ci saranno anche frutta, verdure e altri generi alimentari freschi o sfusi.

La decisione non è inaspettata, ed era stata, di fatto, anticipata in tempi recenti da fonti autorevoli, come il Wall Street Journal. Il nuovo negozio fisico è coerente, infatti, con i piani di crescita di Amazon nel mercato alimentare statunitense, il cui valore sfiora 800 miliardi di dollari.

 

La consegna, nodo strategico di valutazione

Ci sono diverse ragioni, per Amazon, che orientano la strategia a una maggiore presenza territoriale. Il mercato grocery è già affollato, i consumatori hanno abitudini di acquisto consolidate e lo sforzo di rafforzamento del marchio è tutt’altro che banale.

La vendita di cibo online risente dell’irregolarità tipica del genere, che rende difficile la pianificazione d’assortimento del fresco. Ne dà riscontro, anche, il ridimensionamento del servizio AmazonFresh per alcuni codici di avviamento postale.

La consegna, peraltro, resta una delle chiavi di lettura più importanti della decisione. O forse, addirittura, la più importante. AmazonFresh e Prime Now competono con servizi come Instacart, consegnando articoli deperibili e non deperibili in poche ore. L'azienda ha rapidamente ampliato la sua offerta, puntando alla consegna di generi alimentari in due ore. Ha iniziato, inoltre, a includere la gratuità del servizio con l'iscrizione a Prime.

Ma la maggior parte dei consumatori, a parte alcune tipologie di acquisti ad alta ripetitività, preferisce fare di persona gran parte della spesa principale. Il servizio di ritiro dei generi alimentari presso il punto vendita, poi, è per molti clienti preferibile alla consegna a domicilio tipica del commercio online. Il negozio, infatti, è un luogo sicuro, alternativa molto migliore alla spesa “lasciata a casa”, che desta spesso non poche preoccupazioni.

Partita aperta

L'espansione della presenza fisica spesa, in prospettiva, rafforza Amazon nei confronti di Walmart, il più grande rivenditore nazionale e il più grande venditore di generi alimentari.

Il diverso posizionamento di una nuova, ipotetica, catena di distribuzione alimentare diversa da Whole Foods, permetterebbe al gruppo di affrontare da più punti la concorrenza non solo di Walmart, ma anche di altri grandi marchi del retail tradizionale, quali Kroger e Target. I quali, negli ultimi tempi, hanno fatto innovazione in modo significativo e con successi incontestabili.

 

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