ALDI, pensare in piccolo per vendere in grande

ALDI Local
26 mar 2019

ALDI, colosso tedesco dell’hard discount e tra i primi dieci retailer al mondo, vive una forte fase espansiva sui mercati di competenza (Europa, Stati Uniti, Australia). Oggi conta più di 6.000 punti vendita in undici Paesi e un fatturato attorno agli 80 miliardi di euro. 

Negli Stati Uniti ALDI sta attuando dal 2017 un ambizioso piano d’investimento per aumentare il numero dei propri punti vendita fino a 2500 unità entro il 2022. Questo renderebbe l’azienda il terzo retailer food del paese dopo Walmart e Kroger. Dallo scorso anno, sta allargando la propria rete distributiva anche in Italia.

Una nuova insegna

L’azione del retailer di Essen si esprime in molte forme innovative. Ultima, in ordine di tempo, il lancio in Inghilterra di ALDI Local, una nuova insegna per il contesto urbano. Il nuovo store occupa 600 metri quadrati: un terzo in meno delle dimensioni normali del negozio, con circa 300 referenze in meno. È pensato per intercettare il flusso di consumatori delle aree urbane più frequentate.

Ciò nonostante, è ancora il doppio di un tipico convenience store, settore che secondo il management non rientra negli interessi strategici del gruppo.

Il negozio risponde al bisogno di provare una nuova identità di marca che distingua il nuovo formato cittadino da quello convenzionale. Già altri tre “piccoli” negozi si trovano nel perimetro urbano di Londra, ma nessuno di questi è contrassegnato dal marchio Aldi Local.

Il mercato urbano è diverso

Del resto, diverse insegne del Regno Unito (Sainsbury’s, Tesco e ancora la tedesca Lidl) puntano su dimensioni più contenute per soddisfare le esigenze di chi vive e lavora in città. L’assortimento non comprende confezioni grandi o multipack, più difficili da trasportare per chi va al supermercato a piedi o in bici. Privilegia, invece, i formati più compatti e leggeri.

Il portavoce di ALDI, infatti, ha enfatizzato questo particolare aspetto dell’offerta. Poche parole: "La differenza principale è che non si vendono articoli più voluminosi che gli acquirenti avrebbero difficoltà a trasportare senza un'auto".

Nel nuovo format urbano i prezzi sarebbero fino al 5% più alti, anche se l’azienda ha tenuto a chiarire che si tratta, comunque, di prezzi più bassi rispetto alla media della zona. L’esigenza di un brand diverso sembra ispirata dall’obiettivo di marcare una netta differenza, agli occhi dei consumatori, tra i nuovi punti vendita cittadii e gli store classici. Questi, oggi, sono presenti in altri 620 punti del paese.

Ora si deve attendere l’esito del progetto di Balham. Se questo avrà successo, costituirebbe un precedente per la diffusione del nuovo marchio in altre aree urbane non solo della capitale. Oltre, naturalmente, a tutti gli altri mercati del mondo.

 

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