QZONE, QQ e WECHAT

02 nov 2016
articolo In Europa e negli Stati Uniti gli utenti internet fanno uso di specifici social network e piattaforme per gli acquisti che hanno acquisito col passare degli anni una grande popolarità: tra le varie proposte disponibili, Facebook, Whatsapp, eBay, Amazon e Youtube sono i siti maggiormente utilizzati in occidente e nel nostro paese. In Asia e specialmente in Cina si fa affidamento ad altri prodotti, sia per la politica restrittiva del governo centrale, sia per le diverse abitudini degli internauti cinesi, che usano le applicazioni in modo diverso rispetto alle altre culture. Tra le piattaforme più diffuse troviamo Qzone, QQ e WeChat, che andiamo ad osservare più da vicino qui di seguito.

Qzone

Qzone, al pari di QQ e WeChat, fa capo a Tencent, la società che gestisce i tre più importanti social media cinesi. Si tratta di un sito che si colloca a metà strada tra un servizio di messaggistica istantanea ed un social network, in quanto consente di comunicare in tempo reale, ma è anche utilizzato per la creazione e la condivisione in rete di blog, diari ed immagini; consente inoltre di ascoltare musica e guardare video, un po' come il classico Facebook, ma dotato di alcune funzioni in più. La sua diffusione nel territorio cinese è massiccia: sono 630 milioni gli utenti che utilizzano mensilmente il loro account, un numero consistente, se consideriamo che gli user di Facebook in tutto il mondo ammontano a circa 1,5 miliardi.

QQ

QQ è un sistema di messaggistica cinese ideato a Shenzen nel 1998 ed utilizzato mensilmente da 800 milioni di utenti. L'applicazione, che non presenta costi di attivazione, è una delle più amate e diffuse in Cina, soprattutto dai più giovani ma anche da adulti e professionisti. Si tratta di un servizio molto semplice e diretto, che consente di scambiare messaggi, file audio e video, ed al quale sono stati recentemente aggiunti alcuni giochi online. Il nome deriva da un gioco di parole inglese: la denominazione originale è infatti OICQ, che pronunciato può essere reso come "Oh, I seek you", ossia "Oh, ti cerco".

WeChat

Questa applicazione, che in Cina prende il nome di Weixin, è disponibile esclusivamente per smartphone, un dispositivo che tra i cinesi risulta più utilizzato del computer fisso o del desktop per gli acquisti e la comunicazione via internet. Va ricordato infatti che la Cina è un paese molto esteso e alcune aree sono carenti di infrastrutture: il dispositivo mobile costituisce così un valido supporto per superare barriere ed ostacoli e per dotarsi velocemente di servizi. WeChat, che conta 500 milioni di utenti, viene di solito paragonato a Whatsapp, ma in effetti presenta una gamma di funzioni più estesa. I cinesi usano questa app per il classico scambio di messaggi, ma anche per effettuare acquisti online (grazie al servizio di pagamento integrato) e per interagire con i siti dei venditori per mezzo della sezione "Moments", equiparabile alla newsfeed di Facebook. WeChat consente alle aziende di ottenere maggiore visibilità senza dover necessariamente investire su promozione e pubblicità, grazie ad un rapporto diretto con i follower.

L'importanza dei social media in Cina

Chiunque volesse inserirsi nel mercato cinese utilizzando le potenzialità di internet dovrà necessariamente pianificare le giuste strategie per raggiungere gli utenti attraverso le tre piattaforme qui descritte. Come detto, lo smartphone è lo strumento privilegiato dai cinesi per mantenersi in contatto tra loro, ma anche per effettuare le transazioni commerciali online. L'integrazione dei servizi di e-commerce con quelli di condivisione delle informazioni consente agli utenti di scambiarsi rapidamente opinioni circa la qualità di prodotti e servizi, un fenomeno che non andrà sottovalutato: in Cina, i feedback di parenti e amici condivisi via smartphone risultano essere fondamentali per definire la reputazione di un brand. Fonti: "Social Media in Cina: WeChat, ma non solo" di Riccardo Coni http://www.tsw.it/digital-marketing/social-media-in-cina-wechat-ma-non-solo/ "QZone, il Facebook cinese che fa paura a Zuckerberg" di Martina Pennisi http://seigradi.corriere.it/2014/01/20/qzone-il-facebook-cinese-che-fa-paura-a-zuckerberg/