Introduzione al mercato cinese

25 nov 2015
Introduzione al mercato cinese: cogliere le opportunità del più grande mercato domestico mondiale è ancora possibile, ma richiede specializzazione e competenze Nonostante il recente stress sui mercati finanziari e la concreta possibilità di una crescita del PIL cinese nel 2015 al di sotto del 7% atteso, esistono evidenze tangibili delle opportunità che questo mercato continua ad offrire ai brand internazionali, a patto che siano capaci di sfruttarne le specificità. Risultati come quelli comunicati a Settembre da Hermès, che ha fatto registrare durante il periodo estivo un incremento delle vendite pari al +20% in estremo oriente, in primis grazie allo shopping dei turisti cinesi nell’area (+133% solo in Giappone rispetto al 2014), oppure dal gruppo Richemont, capace di segnare un +4% nelle vendite in Cina proprio durante i mesi più duri della crisi cinese, mostrano come sia ancora possibile beneficiare dell’interesse dei consumatori cinesi nei confronti dei prodotti occidentali. Anche settori diversi dal lusso sono stati testimoni di performance positive nell’ultimo anno: le importazioni di vino in Cina, ad esempio, hanno fatto registrare finora un +51% in valore rispetto al 2014. Se fare business in Cina continua quindi ad essere un’opportunità per le aziende internazionali, è sempre più importante conoscere le specificità di un “Sistema Cina” articolato e in rapida evoluzione. Le riforme annunciate durante il 3° plenum del 18° congresso del PCC, oltre alla spinta innovatrice guidata da Xi Jinping, fungeranno infatti da traino per un’economia sempre più sostenibile nel medio e lungo periodo, dotata di quegli strumenti di ammodernamento e di apertura ai mercati internazionali sempre più richiesta dal mercato. Gli investimenti stranieri rimarranno elevati, con le multinazionali che accresceranno gli sforzi per raggiungere il sempre più strategico mercato locale, che sarà interessato da minori barriere all’ingresso. Si stima che le esportazioni cresceranno nel 2015, sebbene ancora al di sotto del target del 6%. Per quanto riguarda le importazioni, è probabile che possano continuare a crescere lentamente dopo il lieve calo del 2014. In questo contesto è di fondamentale importanza, per aziende interessate a sviluppare il proprio business in questo mercato, focalizzare i propri sforzi al fine di sfruttare al meglio il connubio di zone di libero scambio, piattaforme di e-commerce e nuovi strumenti di comunicazione digitale; questi sono infatti tre elementi che stanno rivoluzionando il modo di fare impresa in Cina:
  • Zone di libero scambio: Seguendo il pilota avviato nel 2013 con l’apertura della “Shanghai pilot free trade zone”, sta rapidamente aumentando il numero di aeree all’interno dei confini cinesi che permettonoscambi internazionali semplificati, offrendo benefici e incentivi all’importazione come, ad esempio: esenzione dai dazi doganali, possibilità di conservare materie prime o componenti di imballaggio nei depositi doganali e riduzione delle imposte indirette;
  • E-commerce e mobile commerce: La Cina è oggi il principale mercato digitale al mondo, vantando un volume di acquisti online che supera i 500 miliardi di dollari all’anno. Negli ultimi anni, molti dei principali operatori si sono organizzati per fornire servizi a produttori internazionali, interessati a utilizzare tali piattaforme per distribuire i propri prodotti nel mercato cinese. Operatori come KJT.com e TMall sono già ben posizionati in questo senso, e offrono soluzioni logistiche e di marketing a supporto di brand internazionali;
  • La recente evoluzione di WeChat, che integra all’interno della più diffusa piattaforma di messaggistica in Cina (oltre 600 milioni utenti attivi) strumenti di pagamento e account aziendali permette a brand internazionali di svolgere attività commerciali in Cina concentrando gli investimenti su di un unico strumento; un terzo dei brand globali è infatti già oggi presente in Cina attraverso WeChat. In questo caso l’esistenza di uffici locali in Italia (WeChat Italy con sede a Milano), e agenzie specializzate nell’offerta di servizi all’imprese (WeToBusiness, reseller ufficiale di WeChat in Italia) facilitano ulteriormente l’accesso al mercato cinese, garantendo alle aziende italiane un interlocutore esperto e, allo stesso tempo, vicino.
Nonostante sembri finita la “golden age” per le multinazionali straniere, sempre più la Cina risulta essere un imperativo strategico per le aziende di tutto il mondo, in virtù della dimensione del proprio mercato domestico. Per adattarsi a un paese che cambia e riuscire a rendersi “locali” e credibili, senza tuttavia perdere le proprie specificità, è utile rivolgersi a istituzioni ed esperti. Ad esempio la Fondazione Italia Cina, fondata da Cesare Romiti nel 2003, è da sempre impegnata a fornire supporto e conoscenza alle aziende italiane, non solo a Pechino o Shanghai, ma in tutte le province cinesi. Strumenti come il portale Focus Cina e l’Indicatore di Attrattività delle Province Cinesi (CIBA), spingono sempre più in questa direzione.