Fare business in Cina: le infrastrutture digitali

infrastrutture
13 set 2018
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Internet è uno dei pilastri della globalizzazione, ma occorrono nuove conoscenze per trovare il giusto approccio al contesto cinese.

Grazie a una buona connettività internazionale, i limiti di comunicazione tra le infrastrutture occidentali e dei Paesi APAC sono diminuiti rispetto ad alcuni anni fa. È possibile, inoltre, affidarsi a provider internazionali per un’efficace distribuzione di architetture tecnologiche e applicazioni.

Tra occidente ed oriente le differenze tendono ad uniformarsi, ma la Cina fa ancora storia a sé. Per comprendere le differenze tra la rete internazionale e la rete cinese vanno ridiscussi concetti che in occidente diamo per scontati. Si tenga ben presente che le comunicazioni da e verso la Cina sono amministrate dal governo, che può decidere in qualsiasi momento di bloccare un contenuto, un dominio o un qualsiasi tipo di connessione.

Legislazione e Dominio

In occidente siamo abituati a registrare un domino in tempi brevissimi e con un controllo minimo sui contenuti pubblicabili, nel rispetto delle normative vigenti. La legislazione cinese, invece, richiede una licenza ICP (Internet Content Provider) per pubblicare contenuti all’interno della rete. Questa va richiesta al MIIT (Ministry of Industry and Information Technology) e può essere rilasciata unicamente a un’entità legale cinese. Le licenze ICP per le società sono, normalmente, di due tipologie il cui tempo di rilascio può richiedere diverse settimane.

  •          ICP Filing (ICP Beian), per dominio o servizio web-based di pura comunicazione;
  •          Commercial ICP License, se il servizio abilita transazioni con l’utente finale, come nel commercio elettronico.

Se richiesta correttamente, la licenza ICP si può applicare a tutti i domini di terzo livello (www.acme.cn, store.acme.cm, api.acme.cn) del dominio registrato. Questo permette di erogare diversi servizi e pubblicare siti web sotto lo stesso dominio e semplifica tutti i passi successivi.

La concessione della licenza ICP è legata anche al perimetro di applicazione. Le società partecipate da capitale straniero (Wholly Fully Owned Enterprise, Joint Venture) potrebbero avere i requisiti per ottenere una licenza ICP Beian, ma è opportuna la consulenza legale in materia.

Infrastruttura

Il peering è uno dei fondamenti della infrastruttura di internet. È una convenzione che abilita il libero flusso delle informazioni e dei dati tra gli operatori. Una sorta di lasciapassare, insomma, valido per tutti gli stati di un continente. In Cina, invece, questo presupposto non è sempre rispettato e spesso i dati seguono percorsi più lunghi e tortuosi. Questo comporta un aumento dei tempi di latenza nella fruizione dei contenuti. Di conseguenza, ospitare un sito o una web-app su un server locato in Cina non è, di per sé, una garanzia di velocità.

Un buon modo per ovviare al problema è utilizzare un servizio di CDN (Content Delivery Network). Questo si basa sulla possibilità di replicare automaticamente i contenuti statici come pagine HTML, video ed immagini in più zone geografiche con un impatto positivo sui tempi di caricamento. Diversi provider cinesi offrono al riguardo servizi di alto livello.

Utilizzando un servizio CDN è anche possibile accelerare contenuti locati su infrastrutture esterne al “Great Firewall”. I contenuti del proprio sito vengono prima copiati su un server Cinese e in seguito erogati in rete. Fino a qualche tempo fa, era possibile replicare direttamente un sito locato su territorio internazionale, ma le direttive sono oggi molto più restrittive.

Dato che la CDN replica i contenuti sul territorio cinese occorre ottenere una licenza ICP Beian sul dominio per rispettare le normative locali. Una buona alternativa, priva di prerequisiti legali, è la creazione di una propria infrastruttura a Hong Kong, regione amministrativa speciale Cinese. Questa ha ricadute positive come la possibilità di effettuare e-commerce cross-border.