L’Italia, la Cina, la “peste” e l’eCommerce

Cina COVID-19
Michele Caprini
28 feb 2020

Italia, Cina, COVID-19, ecommerce

“Il sonno della ragione genera mostri” è un'opera del 1797 realizzata dal pittore spagnolo Francisco Goya. A un’epoca ancora precedente, la peste a Milano nel 1630, si richiama invece “I promessi sposi”, il romanzo in lingua italiana più letto nel mondo. Lo scrisse l’illustre milanese Alessandro Manzoni, nel 1827.

"Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri (ieri alemanni, oggi cinesi, ndr), lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria", ha scritto Domenico Squillace, preside del liceo Volta di Milano. Con l’invito ai ragazzi a "non farsi trascinare dal delirio collettivo, a continuare con precauzioni una vita normale".

Italia, Cina, coronavirus. È passata una settimana di emergenze, di numeri preoccupanti quanto di difficile verifica, di decisioni che tradivano l’incertezza delle istituzioni, di comparsa sui social di virologi della domenica, di monetizzazioni politiche della paura e d’isterismi della nostra quotidianità, anche dove meno ce li saremmo aspettati. Le ricadute sul lavoro dovranno essere quantificate, e nulla induce all’ottimismo, quelle sull’immagine dell’Italia sono già consolidate nel mondo, negativamente.

Retex, l'Italia, la Cina e l'eCommerce

La Cina è una parte significativa del nostro impegno e dei nostri risultati, evidente nella distribuzione del lavoro, nelle competenze maturate, nei vantaggi indotti ai nostri clienti del made in Italy su quel mercato e, ovviamente, nella presenza fisica di colleghi e collaboratori cinesi nelle nostre sedi a Milano e Shangai.

Oggi, in quel paese si fanno inevitabilmente i conti dei danni, presenti e futuri, indotti dall’epidemia. Nel commercio nazionale pagano pegno, senza sorpresa, i centri tradizionali del commercio fisico quali centri commerciali, supermercati e negozi di alimentari. Ne traggono beneficio, naturalmente, i negozi senza personale e la distribuzione via vending machines.

Una considerazione a parte merita l’eCommerce, nel paese dove la dimensione digitale della distribuzione è preponderante, come in nessuna altra parte del mondo. Uno studio edito in questi giorni da Kantar Retail, uno dei maggiori soggetti internazionali dell’insighting nel nostro settore, ricorda come l'epidemia di SARS del 2003 (ben peggiore del COVID-19) si sia rivelata catalizzatore dello sviluppo del retail nel commercio elettronico.

JD.com, forse il soggetto più importante della distribuzione online B2C, ha riportato dati relativi all’aumento delle vendite eCommerce di prodotti legati alla persona durante la Festa di Primavera, il 25 gennaio. Riso, farina, cereali, olio e prodotti lattiero-caseari hanno registrato una crescita del 154% rispetto all'anno precedente. In quasi 300 città con un supermercato aperto 24 ore, i consumatori possono effettuare ordini di acquisto online per necessità quotidiane e dispositivi di protezione.

L'epidemia promuoverà senza dubbio ulteriormente lo sviluppo dell’eCommerce e in particolare, ne aumenterà la penetrazione nelle città di minore dimensione e il rafforzamento delle abitudini di consumo online. Come l'epidemia ha ridotto, pesantemente, la spesa durante la tradizionale festa di primavera, tutto lascia prevedere una forte ripresa alla fine di questa.

L'etica e il lavoro

Nel marasma, abbiamo continuato a lavorare, applicando le precauzioni dovute alla normale operatività, nelle nostre sedi e in ogni ambito esterno. Trovando, peraltro, coincidenze benauguranti tra buon senso, civile convivenza e prospettive di mercato. La normalità, probabilmente, sarà ancora migliore del solito.