AI, la minaccia cinese alla leadership di Silicon Valley

20 apr 2018

AI (Artificial Intelligence) è una delle frontiere tecnologiche su cui maggiori sono gli investimenti dell’Information Technology internazionale. Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia di un investimento da 600 milioni di dollari per Sense Time, una giovane realtà cinese attiva in questo campo.

In Cina l’impegno su AI è probabilmente il più forte al mondo, e si esprime sia attraverso finanziamenti governativi che investimenti privati. Nel caso di Sense Time il progetto sul nuovo software di sorveglianza per la polizia cinese ha giustificato l’investimento da capogiro da parte di un gruppo d’investitori costituito da un fondo statale, Suning Commerce Group e da Alibaba.

Il crescente peso della Cina nel settore di AI sta progressivamente destabilizzando la leadership californiana (tra gli altri Microsoft, Ibm e Google). Ne è testimonianza l’interesse manifestato a più riprese per AI da Tencent (quinta azienda più importante al mondo dietro Apple, Alphabet, Microsoft e Amazon). Solo lo scorso dicembre, infatti, il colosso tecnologico che controlla WeChat ha comunicato la decisione di aprire un proprio laboratorio di ricerca AI “in casa del nemico”, nell'area di Seattle.

In questo nulla di cui stupirsi: all’evento annuale di Association for the Advancement of AI la Cina ha presentato un numero di studi superiore a quello americano (1242 rispetto a 934) e, soprattutto, si è piazzata al secondo posto nelle ammissioni con solo tre studi in meno rispetto agli USA. È su queste premesse che il Governo cinese ha in piano la costruzione entro cinque anni di un polo da 13,8 miliardi di yuan (2,1 miliardi di dollari) a Mentougou, nella periferia occidentale di di Pechino, che dovrebbe coprire una superficie di circa 55 ettari, ospitare circa 400 imprese ed esprimere un valore annuo di produzione di circa 50 miliardi di yuan (7,6 miliardi dollari).

A pochi anni dall’inizio delle attività, nel 2014, Sense Time è già il più grande produttore cinese di piattaforme e algoritmi AI ed è impegnata nello sviluppo di applicazioni evolute per il riconoscimento facciale e le reti neurali. In pochi anni si è distinta per alcune partnership strategiche in patria e sulla scena internazionale. Con Honda è partner nel progetto per le automobili a guida automatica, con Qualcomm ha lavorato alla “intelligenza” di smartphone e altri dispositivi e con Suning, il più grande Retailer cinese di elettronica di consumo, ha contribuito a sviluppare lo Store of Future, che punta sul riconoscimento facciale per il check-out e sulla gestione dei big data.

Oltre alle applicazioni di natura commerciale, Sense Time risponde a uno dei bisogni più forti (e preoccupanti) della nazione, la sorveglianza automatica. Ne dà evidenza il software creato per le autorità di Guangzhou - una delle tre concentrazioni metropolitane più grandi del Paese, circa 25 milioni di abitanti - usato per gestire documentazione delle scene del crimine, filmati di sorveglianza e database criminale. Secondo gli analisti di mercato il valore di Sense Time supererebbe oggi i 4,5 miliardi di dollari.