Revenge shopping, la Cina è già uscita dalla crisi

REDAZIONE
23/04/2021
in sintesi
Il retail cinese ha sperimentato tra la fine del 2020 e l’inizio di quest’anno una inedita ondata di revenge shopping, un’esplosione del commercio dopo il periodo di crisi, con il pubblico che è tornato a fare acquisti con maggiore frequenza e per un valore maggiore rispetto al recente passato.

La ripresa parte dalla Cina, con il revenge shopping

La Cina sembra aver superato la crisi legata al COVID-19, grazie a contagi in picchiata e a un sistema capace di rialzarsi in fretta. A certificare lo stato di salute del colosso asiatico sono i numeri: il PIL, dopo il +2,3% di fine 2020, nel primo trimestre 2021 ha registrato una crescita del 18,2% su base annuale. A lanciare la corsa sono stati soprattutto produzione industriale e consumi interni, grazie al così detto “shopping della riscossa”.

Cos’è il revenge shopping e cosa c’entra con la Cina

Il retail cinese ha sperimentato tra la fine del 2020 e l’inizio di quest’anno una inedita ondata di revenge shopping, un’esplosione del commercio dopo il periodo di crisi, con il pubblico che è tornato a fare acquisti con maggiore frequenza e per un valore maggiore rispetto al recente passato.
Dopo le severissime restrizioni dello scorso anno e con l’impossibilità di viaggiare all’estero, i consumatori cinesi si sono concentrati sul mercato locale, acquistando moltissimo nei negozi cittadini e continuando comunque a comprare anche online.
Di questa corsa allo shopping, con le lunghe file di fronte agli store più popolari, hanno beneficiato soprattutto i brand europei e americani del lusso, dall’abbigliamento alla cosmetica, dal design al food.

Perché la ripresa cinese va seguita con attenzione

Il trend delineato dai consumi a Pechino, Shanghai e negli altri grandi distretti commerciali del colosso asiatico, potrebbe preannunciare un fenomeno simile anche in Europa: le graduali riaperture dei negozi e alla circolazione tra regioni previste per la primavera lasciano intravedere spiragli di ripresa.
Se in Cina l’esplosione del retail interno (+75,8% tra gennaio e marzo) è dovuta anche alla possibilità di vivere liberamente il Capodanno cinese (1 febbraio 2021), con la tendenza positiva che sembra destinata a continuare per tutto l’anno, nel resto del mondo la ripresa è appena percettibile

Un’opportunità per l’export in Oriente

Ecco, quindi, che la crescita del mercato cinese è una grande opportunità per il Made in Italy desideroso di trovare terreno fertile per i propri prodotti di qualità, di un pubblico curioso e smanioso di acquistare, di ritrovare entusiasmo dopo quindici mesi decisamente complicati.
Prada ha già confermato che nel 2020 le vendite all’ombra della Grande Muraglia hanno superato i risultati del 2019, nonostante l’emergenza sanitaria, con le entrate della festa degli innamorati (25 agosto 2020) che ha fatto registrare il nuovo record di incasso giornaliero per la griffe italiana.
L’intero comparto del lusso straniero ha fatto registrare un’impennata del 10% nell’ultimo anno, a dimostrazione dell’attrattività delle firme storiche e dei prodotti italiani, riconosciuti e appetiti per la qualità, lo stile, la storia e il loro valore simbolico.

Un piano articolato per esportare in Cina

Certo, affrontare e vincere le sfida del più importante mercato asiatico non è semplice: servono competenze trasversali e integrate che vanno dal supporto consulenziale allo studio di fattibilità, dalla definizione della strategia di go-to-market all’ottimizzazione degli strumenti tecnologici necessari, dallo sviluppo di un piano marketing local alla content creation. A tutto questo, a rendere concrete le opportunità del retail cinese per i brand italiani, pensa Retex.

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