Alipay e Wechat Pay, tra sanzioni locali ed esigenze internazionali

MICHELE CAPRINI
23/08/2018
in sintesi
La autorità cinesi hanno recentemente deciso sanzioni a carico di Alipay e WeChat Pay, i due leader indiscussi dei pagamenti elettronici
Dopo le sanzioni decise dalle autorità cinesi, per Alipay e WeChat Pay urge trovare un equilibrio tra normative locali e regolamentazioni finanziarie vigenti in Occidente.

Per i brand internazionali che operano sul mercato cinese è indispensabile operare con i sistemi di pagamento mobile del Paese. Integrare l’opzione di pagamento nel proprio sistema eCommerce garantisce la prerogativa irrinunciabile del consumatore cinese di acquistare con il proprio smartphone.

Il commercio in Cina sta sempre più evolvendo in logica cashless con la rinuncia sempre più larga all’uso dei contanti. Nel 2017 le transazioni online hanno superato l’equivalente di ben 1100 miliardi di dollari. Utile, a riferimento, la media ponderata tra le valutazioni dei principali istituti di ricerca internazionali per USA (410 miliardi) ed Europa (460 miliardi).

Sono due le piattaforme che si dividono la quasi totalità di questo mercato: Alipay con il 54% e WeChat Pay con il 38%.

Alipay è una piattaforma di pagamento online lanciata nel 2004 in Cina da Alibaba Group. WeChat Pay è il servizio di pagamento abbinato a WeChat e beneficia della enorme diffusione della piattaforma di messaggistica. È usato in qualsiasi contesto sia per pagamenti online che offline.

Pur se l’ingresso nel mercato è successivo ad Alipay, WeChat Pay è in crescita più rapida, per l’ampiezza dei servizi offerta e la popolarità della piattaforma WeChat.

È notizia dei giorni scorsi la multa comminata dalle autorità cinesi– per un valore di 4,12 milioni di yuan, circa 600.000 dollari – ad Alipay e a Tenpay (la unit di Tencent cui fa capo WeChat Pay). Nel primo caso è stata contestata la violazione delle norme sulle transazioni transfrontaliere. Tenpay è stata invece accusata di una non meglio precisata cattiva gestione dei pagamenti dei clienti.

Già nello scorso aprile Ant Financial (Alibaba) era stata multata dalla People’s Bank of China per “protezione inadeguata dei diritti dei clienti, pubblicazione di pubblicità ingannevole e protezione dei dati impropria”.

Intanto, sia WeChat Pay che Alipay sono state accusate in Vietnam di facilitare l’evasione fiscale per la eccessiva semplicità nelle transazioni di cambio.

Queste difficoltà nella internazionalizzazione di un servizio così popolare in Cina sono forse alla base delle apparenti incertezze nel lancio e nel sostegno di queste piattaforme in Occidente: tra annunci roboanti e blocchi apparentemente inspiegabili la diffusione procede lentamente.

E’ evidente la difficoltà delle due piattaforme di pagamento di trovare un equilibrio tra quanto previsto dalle norme cinesi e le regolamentazioni in materia finanziaria vigenti in Occidente.

Per entrambe l’interesse a rendere il servizio abituale anche fuori dal mercato domestico è enorme. Il bilanciamento della necessità di regolare l’uso improprio della piattaforma e di facilitare l’espansione globale resterà una sfida per Alipay e Tenpay per gli anni a venire.