Prime Day: non solo Amazon, anche Target fa il botto. E adesso?

MICHELE CAPRINI
24/07/2018
in sintesi
Dopo i record dichiarati da Amazon per il Prime Day di luglio, anche la rivale Target va all'incasso, e nello stesso giorno. Ma tutto il settore s'interroga sulle promozioni e sulle marginalità perdute.
Il 17 luglio Target, storico retailer americano, ha raggiunto il picco di visite e di vendite sul suo sito di commercio online. La performance si è realizzata in concomitanza con il Prime Day da record di Amazon, e ne differisce sostanzialmente nelle modalità.

17 luglio sarà ricordato come una data storica per Target, da sempre tra i soggetti più importanti in assoluto del Retail USA. In quel giorno, secondo le proprie rilevazioni, l’azienda di Minneapolis ha registrato il più alto numero di visitatori e il più alto volume di vendita di qualsiasi altro giorno nel 2018.

La performance assume particolare rilevanza perché registrata in corrispondenza del Prime Day di Amazon, svoltosi appunto tra il 16 e il 17 scorsi.

L’annuale evento di vendite estive di Target prevedeva offerte con vari livelli di sconto per diversi merceologie. Tra gli articoli più richiesti i piccoli elettrodomestici e i prodotti per bambini, bellezza e cura della persona, casa e tecnologia.

Quasi il 90% degli ordini di Target.com sarà evaso dai punti di vendita. Questo a testimonianza degli sforzi del retailer per gestire il traffico generato dal commercio online tramite la rete territoriale.

Le offerte del martedì si sono aggiunte a una promozione a uno sconto del 15% per gli insegnanti sulle forniture per la scuola. Se la mezza estate non è di solito un grande momento per lo shopping, negli Stati Uniti “back-to-school” è la seconda stagione di vendite più redditizia del settore.

Particolare enfasi è stata posta nella comunicazione alla disponibilità della vendita in promozione per tutti i clienti e non solo per chi avesse una qualsiasi forma di abbonamento a un servizio.

Per incentivare gli acquisti durante l’evento, Target ha anzi offerto un abbonamento gratuito di sei mesi a Shipt ai clienti con una spesa maggiore di 100$. Shipt è il servizio di consegna in giornata la cui iscrizione al servizio costa 99$ all’anno.

Comportamento opposto rispetto ad Amazon, secondo cui gli acquirenti Prime Day devono essere titolari di un abbonamento Prime.

Alle domande di Alix Partners, una delle maggiori compagnie americane di management consulting, una maggioranza (63%) dei consumatori ha risposto di aver deciso di acquistare nell’Amazon Prime Day quest’anno. La metà ha dichiarato di averlo già fatto nel 2017 e il 39% cercherà occasioni in altri rivenditori (il 31%, nel 2017).

L’attenzione è adesso naturalmente rivolta alla marginalità di questi eventi commerciali. Oltre agli sconti del giorno vanno infatti considerati gli alti costi di realizzazione delle campagne promozionali online. Problema peggiorato dall’estensione della vendita di Amazon a 36 ore.

Secondo Charlie O’Shea, analista retail di Moody’s, il fenomeno “aumenta la pressione su tutti i punti vendita, con conseguenze negative sui margini in tutto il settore…più che mai, ci aspettiamo che altri retailer propongano una grande dose di campagne promozionali prima, durante e dopo il Prime Day, e alcuni tra i concorrenti dovranno affrontare la dura decisione di quanto scendere nei prezzi”.