Pagamenti Digitali, l’Italia al recupero del ritardo in Europa

12/09/2016
in sintesi
In Italia nel 2015 pagamenti digitali per 175 miliardi di euro, il 12,2 in pù sul 2014, il 22% dei consumi delle famiglie. La rincorsa all'Europa è partita.

In Italia, nel 2015, sono stati effettuati pagamenti digitali per 175 miliardi di euro, circa il 22% dei consumi delle famiglie. Il rapporto dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano (in collaborazione con CartaSi, Consorzio CBI, Intesa Sanpaolo, PayPal e TIM) presentato nei giorni scorsi non lascia dubbi sulla progressione del fenomeno, che non solo è cresciuto in doppia cifra rispetto all’anno precedente (+12,2%) ma più  della media europea, compresa tra il 7 e l’8%, il che lascia intendere l’inizio del recupero del ritardo accumulato.

Ce n’è abbastanza per guardare con attenzione ai pagamenti digitali, anche considerando il diverso contesto in cui si sta realizzando l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori (sicuramente il decreto che impone ai commercianti e a i professionisti di accettare pagamenti con carte di credito e carte di debito per transazioni di qualunque importo, a partire dal 1° gennaio di quest’anno, anche se sussistono difficoltà di vario genere nella sua piena applicazione.

A dare un termine di riferimento corretto per la valutazione l’uso del contante, che resta il mezzo di pagamento preferito degli italiani con un volume di 430 miliardi di euro. La crescita dei pagamenti digitali replica quanto registrato nel 2014, già in significativo aumento del 10,2% sul 2013. Secondo Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, «i pagamenti digitali nel 2018 potrebbero raggiungere i 246 miliardi di euro».

Di questi l’88% sono tramite carta di credito nei negozi (in crescita dell’11% annuo); il 12% vengono effettati invece nella cosiddetta modalità “new digital” (via pc, tablet, Mobile, e in negozio con carte contactless o su Mobile POS) per un valore di 21,5 miliardi di euro (+ 22% in un anno). Il Turismo è il settore che vanta il più alto tasso di crescita con il 56% del transato rispetto al 2014 (circa 540 milioni di euro). Il comparto informatica ed elettronica segue a una certa distanza, con un valore complessivo del transato, intorno ai 370 milioni di euro di transato. Quindi l’abbigliamento (15% pagamenti digitali complessivi, con 280 milioni di euro; erano170 milioni del 2014). La categoria ‘Altro’ – dove la parte del leone è fatta dal couponing e dal ticketing di eventi – con i suoi 446 milioni di euro di valore aumenta del 42%.

Il Mobile Commerce, a sua volta, vale nel 2015 quasi 2,7 miliardi di euro (+56%), e l’Osservatorio valuta la sua crescita ulteriore entro il 2018 in un valore oscillante tra 4,2 e 4,8 miliardi di euro (oltre il 15% dell’intero eCommerce). Da rilevare che per quanto riguarda i pagamenti digitali “a distanza” attraverso gli smartphone (Mobile Remote Payment) il pagamento di beni e servizi nel 2015 è aumentato del 75% superando 300 milioni di euro, con le ricariche telefoniche saldamente al primo posto per volume (il 67% del totale). Cresce il ruolo del car sharing e dei servizi di mobile parking, oltre ai biglietti per il trasporto pubblico locale (+100% sul 2014).