Barnes & Noble, un altro caso difficile per il retail USA

18/08/2016
in sintesi
Barnes & Noble ha annunciato che il CEO Ronald Boire lascerà l'incarico dopo meno di un anno. In difficoltà nell'e-commerce e nelle vendite dell e-reader Nook, nel 2015 l’azienda ha perso 39 milioni di dollari.

Barnes & Noble ha annunciato nel pomeriggio di martedì che il CEO Ronald Boire lascerà l’incarico con effetto immediato. Boire occupava la carica da meno di un anno, ma per lo storico retailer di Manhattan era “nel migliore interesse di entrambe le parti che lui lasciasse la società”. Barnes & Noble ha detto di essersi immediatamente alla ricerca di un nuovo CEO.

Nel frattempo, in attesa dell’individuazione di un sostituto, torna al volante Leonard Riggio che aveva previsto il suo ritiro per settembre. Riggio è praticamente il fondatore della nuova Barnes & Nobles che dal 1971 in poi ha conquistato la leadership indiscussa tra i bookesellers americani (640 i punti vendita attivi ad aprile di quest’anno) lanciando il brand nella pubblicità televisiva, decidendo le prime campagne promozionali sui bestseller, e lanciando i primi “Caffè” gestiti in partnership con un altro marchio leggendario come Starbucks.

La notizia non fa che aumentare l’attenzione verso il processo di ristrutturazione del retail americano, che negli ultimi giorni ha richiamato l’attenzione dei media anche per altri padri nobili del settore, come Walmart e Macy’s.

Ronald Boire era stato chiamato alla guida di Barnes & Noble allo scopo di riorganizzare le proprie attività pesantemente condizionate dalla concorrenza dell’e-commerce e contrassegnate dall’evidente calo della frequentazione dei negozi. L’azione Barnes & Noble è scesa del 60% nel corso del 2015, e l’azienda ha chiuso l’anno con una perdita di 39 milioni di dollari. Il board di Barnes & Noble lo ha definito “non adatto” a guidare il colosso Usa delle librerie, che deve reagire anche all’andamento negativo del Nook, il suo e-reader, le cui vendite sono crollate del 20% nel quarto trimestre (chiuso lo scorso 30 aprile) dopo un 2015 già negativo.

L’intenzione di Boire, dichiarata in un’intervista al New York Times nei giorni del suo ingaggio, era quella di fare dei negozi Barnes & Noble “molto più di una libreria, un vero e proprio stile di vita”, allargando sensibilmente l’offerta ad altri generi merceologici, in primo luogo giocattoli e dispositivi elettronici. Il piano prevedeva l’apertura di nuovi negozi in una logica marcatamente omnicanale per la quale i negozi “brick and mortar” sarebbero divenuti dei concept-store utili a spingere e agevolare i clienti nell’effettuare acquisti on-line.

Vale la pena sottolineare che non solo Boire aveva dalla sua parte un invidiabile storia di retailing (Kmart, Brookstone, Best Buy e Toys “R” Us), ma che aveva sostituito Michael Klipper, un veterano con una storia aziendale quasi trentennale, cui era stato affidato compito del tutto simile.