USA, altri 100 negozi in meno per Macy's. I padri nobili del Retail alla prova della ristrutturazione.

12/08/2016
in sintesi
2016 impietoso per chi ha fatto la storia del Retail americano. Macy's chiude 100 negozi, difficoltà anche per Target, Tiffany, Aeropostale e Ralph Lauren.
Now there’s a wall between us, somethin’ there’s been lost
I took too much for granted, got my signals crossed
Just to think that it all began on a long-forgotten morn

 

Bob Dylan, “Shelter From The Storm”,1975

 

Altri 100 negozi in meno per Macy’s. I dati del 2016 sono impietosi per le grandi aziende americane che hanno fatto la storia del Retail. Macy’s, il padre nobile del settore (158 anni di vita), nel trimestre chiuso il 30 luglio scorso ha registrato utili per 11 milioni di dollari, 3 centesimi per azione: dati desolanti se rapportati allo stesso periodo dello scorso anno (217 milioni di dollari, 65 centesimi per azione). Si tratta del sesto trimestre di fila in ribasso. Il gruppo ha confermato le previsioni per l’intero anno fiscale: è attesa una flessione del 3-4% dei volumi di vendita nei negozi aperti da almeno un anno.

Non vivono giorni migliori altri grandi marchi, dal lusso alla fascia medio-bassa: flessione dei volumi per Nordstrom (- 6,5%), Tiffany (-5,5%), Target (-5%) come un’altra icona americana, Ralph Lauren; lo scorso giugno era entrato in amministrazione controllata il mail-retailer specializzato in moda giovane Aeropostale. La tendenza sembra chiara al di là di ogni dubbio: chi si è mosso male o tardi nella ristrutturazione omnicanale oggi paga pegno.

Macy’s ha annunciato ieri la chiusura almeno di altri negozi, circa il 15% del totale, la maggior parte dei quali all’inizio del 2017. È la seconda decisione che viene presa in tal senso dal management della compagnia, che già pochi mesi fa aveva comunicato la fine delle attività per 40 punti vendita del suo network (734 punti vendita in 45 stati dell’Unione, il Distretto di Columbia, Puerto Rico e Guam). Non sono bastati i risultati del secondo quarter, pur migliori di quanto atteso: il calo delle vendite del 3,9% accompagna tristemente la flessione del titolo che negli ultimi 12 mesi ha perso il 50% del suo valore, evidenziando una crisi che per alcuni osservatori potrebbe addirittura diventare irreversibile.

I magazzini che verranno chiusi rappresentano circa 1 miliardo di dollari di vendite all’anno. Atteso inevitabilmente un taglio della forza lavoro, anche se al momento non sono state date cifre precise sugli esuberi. Dopo l’annuncio, a Wall Street, le azioni Macy’s si sono impennate fino a un aumento del valore del 16,1%. “Lavoriamo in un mondo in rapido cambiamento e questo richiede di fare cose in modo diverso e il prendere decisioni difficili; la nostra compagnia si sta muovendo con decisione per proporre negozi dedicati al fashion in qualità, valore e convenienza “, ha spiegato il CEO Terry Lundgren.

La nuova strategia sarà quella di concentrare le risorse sui punti vendita che realizzano le performance migliori: saranno cambiati gli spazi, gli allestimenti e la qualità complessiva, ma soprattutto si punterà sulla tecnologia, come del resto questa notizia dei giorni scorsi aveva già fatto chiaramente intendere.