Smartphone, la diffusione in Europa chiama i retailer al cambiamento

18/07/2016
in sintesi
Per il 2016 previsti oltre 200 miliardi di euro per il Retail On Line, ma anche il negozio tradizionale trarrà vantaggio dalla diffusione dello smartphone

Nello scorso maggio, commentando il report di PricewaterhouseCoopers sui trend del retail mondiale, evidenziavamo la grande importanza dello smartphone sui processi di business del settore, e da diversi punti di vista: il mobile commerce, sicuramente, ma anche i fenomeni indotti dall’uso del mezzo nei negozi tradizionali (showrooming e reverse showrooming), nella relazione tra brand e cliente e, ancora, nel crescente peso dei socialmedia nei processi d’acquisto. Due recenti report rilanciano l’argomento, con dati di sicuro interesse. Ne sono autori Comscore, società americana che fornisce servizi e dati per il marketing nel web e RetailMeNot, marketplace che raccoglie codici sconto e offerte da centinaia di negozi online nel mondo.

Dai numeri sulla scena mobile pubblicati da comScore Mobile Advisor si evidenziano le differenze esistenti nell’uso del mezzo in Europa, prendendo in esame anche l’utilizzo di applicazioni e browser nel processo d’acquisto. In Francia e Germania si registra la densità più alta di possesso di smartphone nei mercati EU5: l’80% nell’aprile di quest’anno. L’Italia, nonostante una penetrazione relativamente inferiore, durante lo scorso anno ha marcato il maggior tasso di crescita in assoluto, con un aumento del 13,4% sullo stesso mese del 2015. Ne è conseguito un aumento considerevole della frequenza del mobile shopping. Nel Regno Unito, sempre nel mese d’aprile, più di un terzo degli utenti ha effettuato almeno un acquisto online. Lo stesso Regno Unito e la Germania hanno registrato la più elevata incidenza di acquisti da app, con percentuali pari rispettivamente a 59,3% e 52,1%.

Secondo RetailMeNot le vendite totali online in Europa hanno generato oltre 185 miliardi di euro. Il numero crescerà nel 2016 di quasi il 17% toccando i 216 miliardi. In Italia, il fatturato generato dal retail online ha superato l’anno scorso i 7.5 miliardi di euro. Le vendite dovrebbero salire nel 2016 a quasi 9 miliardi per poi superare i 10 miliardi nel 2017, con una crescita di quasi il 17% anno su anno.

Se alla crescita del retail online, secondo questo studio, corrisponderà globalmente in Europa una flessione delle vendite nei negozi fisici pari a -1.5%, in l’Italia, in Spagna e nei Paesi Bassi i punti vendita tradizionali registreranno invece un segno positivo, rispettivamente dello 0.4% per i primi due e dello 0.2% nel terzo. I fattori determinanti determinanti per il successo dei negozi offline, secondo i risultati della ricerca, sono l’integrazione dei due canali, la selezione accurata del luogo d’insediamento e del numero dei punti vendita, la coerenza in termine di qualità e prezzi attraverso tutti i canali di vendita e soprattutto i servizi di consegna. L’86% dei consumatori avvia il processo d’acquisto su un canale per poi concluderlo su un altro, mentre il 73% utilizza proprio lo smartphone o il tablet per iniziare la ricerca del prodotto da acquistare.

Per Giulio Montemagno, senior vice president international di RetailMeNot, “In Italia, come nel resto del mondo, i due tipi di experience, online e in negozio, saranno sempre più integrati, in linea con l’esigenza crescente dei clienti che cercano la comodità e la rapidità dell’online, ma che spesso acquistano ancora in negozio. Il punto vendita trarrà enormi vantaggi dalle nuove tecniche di marketing e profilazione dell’era del mobile”.