Rapporto Coop 2017: nel carrello della spesa l’Italia che non si rassegna

 

Studiare i consumi per raccontare l’Italia. Il Rapporto Coop fa questo ogni anno, e chiusi i conti per il 2016 la metafora della boxe sembra la più adatta: pesto e confuso per i colpi dell’avversario (la Recessione) il pugile (il Paese) non è rassegnato alla sconfitta, si rialza e si rimette a centro ring, mettendo qualcosa in più nel carrello della spesa.

Il dato macroeconomico a premessa del Rapporto dice che l’economia italiana è segnata da una contenuta ripresa grazie all’export: il PIL sale dell’1,5% nel 2017 e un +1,2% è nelle aspettative per il 2018. I segni della crisi restano peraltro molto forti sul tessuto sociale. Il livello di disuguaglianza nel nostro Paese è tra i più alti d’Europa: il 28,7% delle famiglie, un italiano su quattro, è a rischio povertà o esclusione sociale.

I timori di gran lunga più forti dei nostri connazionali sono lavoro, terrorismo e immigrazione. Per quest’ultima in particolare il Rapporto è esplicito: l’integrazione oggi non più rinviabile considerando che «tra 50 anni un residente su 3 sarà straniero e tra i giovani gli immigrati saranno la maggioranza». In particolare la ricerca del termine «immigrati» in rete fa registrare un incremento del 107% rispetto al 2012, a dimostrazione di quanto il tema sia delicato. Allarme dovuto anche per i rischi del gap generazionale: tra le famiglie con un reddito molto basso oltre la metà è guidata da un under35.

I consumi crescono. Nessun boom alle spalle né all’orizzonte, ma il 2017 si chiuderà comunque con un + 1,2%. Alcuni indicatori di spesa mostrano numeri positivi, nonostante due fattori che incidono negativamente sui bilanci famigliari: le retribuzioni non crescono e il ritorno, sia pure a bassi regimi, dell’inflazione.

Rapporto 2

Non a caso uno dei dati più interessanti del Rapporto Coop è proprio la ripresa della Grande Distribuzione italiana. Più nel dettaglio, il Rapporto Coop certifica la riduzione dei punti di vendita: diminuisce la superficie complessiva di vendita e il numero delle strutture attive. In marcata controtendenza i Discount (17,4% della presenza complessiva, rispetto al 15,1% del 2014 ed il 9,5% del 2007) crescendo sia numericamente che come metratura complessiva destinata alla vendita di vendita. I Superstore si attestano su una quota di mercato del 14,7%, gli Iper oltre i 4500 mq al 10%, gli Iper oltre gli 8.000 mq al 6,6% (era il 9,9% nel 2007), il Libero Servizio al 10,2% (era il 15,9% dieci anni fa), i supermercati da 400 a 799 mq il 21,1% (sempre nel 2007 erano il 14,6%) ed i supermercati da 1500 a 2499 mq il 13% (per questo format si registra invece una crescita sul decennio, era l’11,2% nel 2007).

Aumenta la produttività per mq, e ancora il Discount fa la parte del leone. Secondo il Rapporto è passato da una media per mq di 4200 € nel 2007 a 5100€ nel 2016. Abbastanza bene i Superstore, stabili i Supermercati, cala il Libero Servizio. Il dato negativo, davvero pesante per quanto non sorprendente, è degli Ipermercati: da 7600€ del 2007 ai 5400€ del 2016.

Guardando alla composizione del carrello, i generi alimentari crescono del +2,9% (freschi, surgelati e bevande davanti a tutti) quelli non alimentari decrescono del -2,7%, per un saldo positivo in valore del +1,7%. Il made in Italy è sempre recepito come fattore di sicurezza seguito però dal low cost (dato che certo non lascia tranquilli, questo è scelta primaria di acquisto nei giovani dai 18 ai 29 anni). Si spenda per la tavola più al Sud che al Nord. Per il food la ricerca della qualità si rafforza come fattore di scelta sempre più importante, pur rimanendo forte l’appeal della pressione promozionale. Il Rapporto evidenzia la crescente attenzione degli italiani per la salute. I cosiddetti «cibi terapeutici valgono il 10% dei consumi alimentari e crescono il doppio della media (+5% nell’ultimo anno, i superfood dell’8%).

Rapporto 1

Gli eventi relativi al commercio digitale stanno segnando in maniera sempre più determinante il quadro internazionale. Il Rapporto indica un valore globale del mercato italiano in 27,5 miliardi di Euro, nel quale Viaggi ed Hotels pesano circa per il 40%. La crescita si registra indistintamente in tutto il Paese e gli acquisti sono perfezionati da tutti i devices, sebbene per la maggior parte oggi ancora tramite i computer desktop. I Millennial, naturalmente, saranno il target naturale e decisivo delle vendite on-line. Il settore e-grocery vale al momento circa 800 milioni di euro, e tutto sta a indicare che la modalità preferita di acquisto sarà il Click & Collect (compra da casa e passa nel supermercato a ritirare la spesa), come del resto chiaramente indicato dalle scelte operative dei grandi retailer internazionali.

Per gli italiani, in ultimo, la tecnologia nel Retail è benvenuta: grande favore per il supermercato senza casse, senza file, che sfrutti il riconoscimento automatico (è interessato il 74%), per la casa domotica (73%) e addirittura il maggiordomo virtuale (lo vorrebbe testare il 43%).


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