Fresh Food, la competizione americana sulle consegne disegna i nuovi modelli di distribuzione

 

Fresh Food per la grande distribuzione alimentare Usa significa un business da circa 800 miliardi di dollari. Gli eventi più recenti stanno disegnando una vera e propria rivoluzione nei modelli di vendita dai quali nessun retailer potrà prescindere.  I supermercati di Walmart, Costco, Target, Kroger, solo per citare i più famosi, non saranno più gli stessi e la strada tracciata oltre oceano finirà inevitabilmente per segnare nel prossimo futuro anche la nostra distribuzione.

Solo un mese fa i titoli a Wall Street i titoli dei principali retailer americani hanno accusato perdite tra il 4% e il 9% dopo l’improvviso annuncio dell’acquisizione di Whole Foods da parte di Amazon. Fino a oggi non tutti i big del settore hanno integrato adeguatamente l’innovazione digitale nella propria offerta e nel servizio al cliente, e il ritardo è stato messo impietosamente in rilevo dalla mossa di Jeff Bezos.

L’operazione Amazon-Whole Foods ha trasformato un mercato di nicchia come il bio in un grande mercato popolare dell”organic’ e interessando tutto il retail USA a un modello di vendita più redditizio. Whole Foods cambierà completamente: drastica riduzione delle casse (e con queste delle code), spinta feroce delle consegne a domicilio con prezzi ultra competitivi, sconti per gli abbonati al servizio Prime. Nei negozi della catena i clienti potranno entrare nei parcheggi riservati dove saranno riconosciuti tramite dei sensori che legheranno alle targhe delle loro auto il riconoscimento degli abbonati e i loro ordini online. Il personale di vendita recapiterà a ciascun cliente le cassette e le buste con la spesa, finalizzandone i pagamenti.

L’offensiva di Amazon non si limita naturalmente alla neo-acquisita regina del “bio” ma più generalmente al fresh food. Fresh Pickup è l’ultimo servizio proposto, per il momento in forma sperimentale nella capitale aziendale, Seattle: si ordina frutta e verdura online, si guida fino all’Amazon Fresh più vicino e nel giro di 15 minuti si riceve tutta la spesa direttamente nel bagagliaio della propria macchina, sempre grazie alla scannerizzazione della targa. Il pagamento è finalizzato tramite la carta associata all’account.

La risposta di Walmart, che punta sempre sulla forza straordinaria della sua presenza territoriale (11.600 punti vendita in tutto il mondo e 4700 nei soli Stati Uniti), è stata immediata e dimostra che il click & collect anche nel fresh food è la nuova frontiera della distribuzione alimentare, opportunamente combinata alle pregogative del commercio digitale.

A Oklahoma City Walmart ha avviato la sperimentazione del chiosco self-service (attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette) nel parcheggio del negozio Supercenter. I clienti possono ordinare gli alimenti sul web, scegliendo tra 30mila diversi articoli – ortofrutta, carne, latticini, bio, ecc. – e a pochi minuti dall’acquisto online gli addetti del punto vendita preparano i prodotti che saranno poi portati al chiosco, dotato di frigoriferi e congelatori per la conservazione degli alimenti. Secondo il retailer possono essere evasi ogni giorno centinaia di ordini, e l’operazione di ritiro può essere abilitata fino a quattro clienti contemporaneamente. Per il momento il servizio è gratuito per una spesa minima di 30 dollari.

È un sistema che ricorda da vicino le vending machines, pur se in un contesto e su scala radicalmente diversi. Le dimensioni (circa 24 metri di base per 6 di altezza) ricordano decisamente più un palazzo che un chiosco. Il servizio sperimentale di WalMart è l’ultima evoluzione di una politica di distribuzione che punta sull’online grocery pickup già dal 2014, oggi attivo in più di 600 negozi. Il grande fattore di competitività, nell’ immediato, è dato dal fatto che Amazon Fresh serve clienti nelle maggiori città americane mentre WalMart ha almeno una location in ogni Stato dell’Unione.

Il fresh food rilancia prepotentemente un tema tipico della ristrutturazione del Retail: una parte della catena distributiva territoriale caratterizzata da terminali di smistamento delle vendite online. Abbiamo parlato di Amazon e Walmart, ma ci sono anche altri soggetti più piccoli che si stanno creando una propria nicchia fresh food. Puntano anch’essi sull’eliminazione delle code con spesa e pagamenti online, a dimostrazione della bontà del modello. Fa scuola per esempio il caso di Instacart, azienda creata da Apoorva Metha, un ex dipendente Amazon. Questa non ha negozi propri ma si pone al cliente come mediatore che fornisce un servizio. Instacart raccoglie sul proprio sito ordini che vengono poi gestiti su una rete selezionata di negozi, consegnando la merce direttamente a casa tramite pony express.

A questo punto sembra assodato che per i retailer l’adozione dei nuovi modelli di distribuzione del fresh food non siano in discussione nel “come” ma semplicemente nel “quando” e “quanto”. E le previsioni di alcuni analisti sarebbero sembrate folli solo un anno fa.


By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close