Sainsbury’s e ASDA, dalla fusione nasce il più grande Retailer inglese

 

Sainsbury’s e ASDA, rispettivamente secondo e terzo soggetto della grande distribuzione inglese, hanno annunciato l’accordo per la fusione delle due aziende; da questa operazione avrà origine il più grande gruppo britannico del settore. La nuova azienda sarà controllata al 58 per cento da Sainsbury’s e al 42 per cento da Walmart: il gigante del retail mondiale aveva infatti acquisito ASDA già nel 1999, siglando la più importante operazione mai fatta in Europa dal Retailer americano.

Secondo le prime informazioni della stampa inglese, non si tratterà di un impegno paritario: nella fusione tra Sainsbury’s e Asda la prima avrà la maggioranza e dovrà pagare circa 3 miliardi di sterline a Walmart, cui spetterà il 42% della nuova entità uscita dal merge e 2 posti nel nuovo board, ma non deterrà più del 30% dei diritti di voto. Il CEO di Sainsbury’s Mike Coupe ha dichiarato che l’accordo non porterà alla chiusura di nessun negozio e al taglio di nessun posto di lavoro.

Il retail inglese tradizionale sta vivendo un momento particolarmente delicato. Sono due le minacce principali.

Diversamente dalle altre grandi nazioni dell’Occidente la penetrazione del commercio digitale è quasi al 15% del totale della distribuzione, con un fatturato annuo di 99 miliardi di dollari. Per un giusto termine di raffronto, combinando i dati di diversi istituti di ricerca nel 2017 in Germania è all’8,4%, negli USA è al 7,5%, nel Canada al 5,7%, in Francia al 5,1%, in Italia al 3,5% e in Russia al 2%.

L’altra grande sofferenza è l’invadenza tedesca sul discount. Nel corso del 2017 Lidl ha strappato il settimo posto a Waitrose nella classifica dei primi dieci supermercati del Regno Unito e con la connazionale Aldi è stabilmente tra i primi dieci Retailer attivi nel Paese. Questi sono oggi Tesco (con una quota di mercato del 27,8%), Sainsbury’s (15,8%), Asda (15,3%), Morrisons (10,4%), Aldi (7%), Co-op (6,3%), Lidl (5,2%), Waitrose (5,1%), Iceland (2,1%) e, new-entry direttamente dal commercio digitale, Ocado (1,4%).

La chiusura dell’ultimo esercizio ha registrato il fatturato di Sainsbury’s a 29 milioni di sterline, quello di ASDA a 22. Le due catene insieme occuperebbero potenzialmente una quota di mercato combinata del 32% (Tesco è a quota 28). Oltre al rafforzamento in risposta alle due minacce citate, un’altra ragione dell’operazione – secondo Mike Coupe – va cercata nella complementarietà delle due reti: la fusione permetterebbe a Sainsbury’s di essere più presente nel Nord dell’Inghilterra e in Scozia e in Galles, e viceversa darebbe ad Asda una solida rete distributiva nel Sud, Londra in testa. Come sempre in queste occasioni, le valutazioni di alcuni analisti sembrano non condividere la posizione ufficiale e parlano apertamente dell’esubero di non meno di 100 punti vendita.

 


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