IKEA: come e quanto si cambia, dall’e-commerce alla community di servizio

 

Secondo un articolo pubblicato ieri dal Financial Times, dal 2018 Ikea avvierà la sperimentazione di modelli di vendita dei suoi prodotti di arredamento su piattaforme di commercio digitale internazionali. I rumors del caso identificano in Amazon e Alibaba i soggetti della nuova alleanza strategica del colosso svedese dell’arredamento low-cost. Sarà la prima volta che Ikea (cosiderata il 25° brand più importante al mondo) si proporrà al mercato non più soltanto come fornitore diretto ed esclusivo del cliente, ma tramite terze parti. L’importanza della decisone è nelle parole stesse del suo manager:

È il più grande cambiamento nel rapporto tra consumatori e Ikea da quando l’idea è stata creata…Abbiamo finora disegnato l’Ikea experience perché funzionasse nei negozi, impareremo in fretta come trasferirla anche al mondo online. Vogliamo imparare e capire che cosa può voler dire per Ikea essere su questi spazi e come mantenere la nostra identità in una piattaforma terza”. L’azienda intende quadruplicare per il 2020 le vendite dal canale online, portandole a un valore di 5 miliardi di dollari, il 10% del suo fatturato

Torbjörn Lööf, amministratore delegato di Inter Ikea

La decisione è clamorosa, ma non del tutto sorprendente. Un numero sempre più alto di consumatori, soprattutto tra i più giovani, dimostra disponibilità sempre minore a visite prolungate negli enormi punti vendita che hanno reso famoso il brand. L’ineludibilità dell’avvicinamento al digitale a integrazione della classica esposizione di mobili e prodotti si è concretizzata in altre due mosse.

La prima è data dai test di introduzione di servizi di realtà aumentata di realtà aumentata nei propri negozi, per consentire la disposizione simulata dei mobili in acquisto all’interno dei propri spazi domestici. La seconda è la recente acquisizione di TaskRabbit, una start-up californiana che mette in rapporto con i clienti Ikea un network di lavoratori autonomi per il montaggio dei mobili ma non solo: si tratta anche di servizi di pulizia, manutenzione e trasloco.

Il piano d’innovazione prevede anche nuovi format per i negozi fisici: punti vendita più piccoli e magari temporanei tra cui i pop-up stores specializzati (a Roma c’è già il pop-up store Ikea di Piazza San Silvestro, il primo in Italia dedicato interamente al mondo della cucina).


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