CityLife Shopping District, a Milano la battaglia dei “mall” si sposta in centro

 

Il 30 novembre sarà inaugurato a Milano CityLife Shopping District. Sarà il più grande centro commerciale urbano d’Italia.

In Lombardia sembra non conoscere crisi la rincorsa ai “mall” da record, a dispetto di una crisi del formato di distribuzione che interessa buona parte del mondo. Dopo l’Arese Shopping Center dell’aprile 2016 e lo Scalo Milano di Locate Triulzi (l’outlet dei record aperto un anno fa), tocca ora a una nuova area di 23mila metri quadrati, per la quale secondo i promotori (Generali Real Estate e Sonae Sierra) sono già state chiuse le negoziazioni per l’80% della superficie.

CityLife Shopping District sarà distribuito su tre piani che ospiteranno 100 negozi di moda e design, 20 ristoranti, un cinema con 7 sale gestito da Anteo (un monumento vero e proprio per i cinefili meneghini), un supermercato e diversi spazi orientati al benessere.

Non mancheranno due debutti di prestigio, come fu per Primark ad Arese. Toccherà a un leader mondiale della telefonia, Huawei, aprire per la prima volta uno shop in Italia. E prima volta sarà anche per DM-drogerie mark, gruppo tedesco specializzato nella distribuzione di prodotti di bellezza, cosmetica naturale e nell’alimentare biologico: vanta una presenza internazionale in tredici paesi europei con 3.400 punti vendita, circa 60.000 dipendenti e dice di puntare a 40 nuovi negozi in Italia in 13 mesi.

L’obiettivo dichiarato per CityLife Shopping District è di 6 milioni di visitatori entro il terzo anno. Secondo le stime della società può contare su un bacino di utenza di 700mila persone, mezza Milano, ma dovrà vedersela con Piazza Portello, centro commerciale di Finiper che conta su un ipermercato e una galleria commerciale con 50 negozi e 1.200 posti auto. La distanza tra i due “mall” meneghini? Solo un chilometro.

La nuova apertura ha riacceso il confronto, non sempre in punta di fioretto, sul conflitto insanabile tra grande distribuzione e negozi di vicinato. E il campo della partita sembra proprio quello urbano. I centri commerciali di prima e seconda generazione sono ormai superati, e si vuole superare la polarizzazione extra urbana. Ikea, per esempio, ha portato un suo grande punto vendita nel centro di Amburgo. Al centro della discussione anche il consumo del suolo, e non mancano le proposte di penalizzarlo a favore del riuso degli spazi già costruiti. La ristrutturazione del teatro Smeraldo nel centro di Milano per farne il negozio di Eataly è la dimostrazione che la strada è ormai segnata.


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