Le sette ragioni che fanno diverso l’e-commerce in Occidente e in Cina

 

L’e-commerce cinese è diverso da quello conosciuto nel nostro Occidente. Vediamo perché.

B2C: Amazon contro Tmall e JD.com

Diversamente dall’Occidente, Amazon ha una percentuale molto esigua (meno dell’1%) del commercio digitale B2C cinese (378 milioni di dollari all’anno), dominato invece da Alibaba Tmall (56%) e JD.com (24%). Su questi due portali sono presenti migliaia di brand che dispongono di una piattaforma di servizi per la vendita nelle stesse modalità di un centro commerciale. Gli acquisti che “passano” da qui sono poi gestiti direttamente dai brand. Come Amazon, sia Tmall che JD.com hanno una sezione “supermercato” in rapida evoluzione.

eBay contro Taobao

La piattaforma C2C di Alibaba, Taobao, si sta consolidando a scapito di eBay. Il fondatore Jack Ma ne ha puntato sullo sviluppo per creare milioni di posti di lavoro in Cina e incoraggia i venditori a creare prodotti innovativi e di nicchia per venderli e consegnarli in tutto il Paese a prezzi vantaggiosi. Mentre eBay considerato dai più come un sito dove comprare prodotti di seconda mano o di nicchia in occidente, Taobao gode di larga diffusione come tramite di acquisto di prodotti economici e spesso con un ottimo servizio clienti.

Paypal contro ALIPAY/WeChat Pay

Paypal è stata introdotta al mercato dei pagamenti digitali nei primi anni duemila dalla società madre eBay. Oggi, messa a confronto con i due principali fornitori di servizi di pagamento locali (Alipay e WeChat), sul mercato cinese Paypal è però chiaramente in difficoltà. L’integrazione dei pagamenti sia per il commercio online che offline in Cina è quasi onnipresente. Qualunque cosa, e dovunque, i consumatori vogliano acquistare può infatti essere pagata utilizzando i portafogli digitali, diventati ormai lo strumento di pagamento prediletto per tutti i compratori via smartphone, che non hanno necessità di portare con sé alcun contante.

Black Friday/Cyber Monday contro Singles’ Day

L’accoppiata Black Friday/Cyber Monday costituisce sicuramente l’evento più importante del commercio occidentale. Brand e retailer scatenano la competizione, online e nei negozi, per incassare più denaro possibile da investire prima di Natale. Ma nei fatti e nei numeri il Singles’ Day è diventato in pochi l’evento di shopping digitale per definizione del nostro tempo.

Tempi di consegna

Sebbene in Occidente i tempi di consegna per gli acquisti e-commerce stiano migliorando costantemente, a oggi continuano a essere mediamente più lunghi rispetto alla Cina. Sui principali siti di commercio digitale, come appunto JD.com e Tmall, la consegna gratuita entro uno o due giorni è uno standard consolidato.

Il servizio clienti

I servizi di assistenza in Cina sono meglio strutturati rispetto all’Occidente. Sono attivi per tramite digitale e robot nell’interazione con i clienti in qualsiasi fase del processo d’acquisto, già a partire dalla semplice esplorazione. Un cliente Tmall o JD.com che pone una domanda sul prodotto d’interesse si aspetta una risposta dall’assistente digitale nel giro di pochi secondi. Nel caso che ciò non avvenga, l’attenzione è spostata immediata su un sito concorrente.

Disposizioni per l’import

Anche se in Occidente i consumatori non sono contrari gli acquisti oltreoceano, generalmente preferiscono acquistare da fornitori locali che importano il prodotto in anticipo e lo rendono disponibile nel proprio magazzino. Nel Regno Unito, per esempio, non si è favorevoli a ordinare prodotti direttamente dagli USA se non perché speciali o di nicchia. In Cina, invece, l’e-commerce trans-nazionale è la sezione di più forte crescita nel mercato grazie al favore per prodotti di altissima qualità non disponibili localmente. Questo è uno dei comportamenti tipici del segmento d’élite dei consumatori cinesi, propensi ad acquistare beni di lusso a prescindere dalla nazionalità di produzione: il salmone canadese e il formaggio italiano non avranno mai confini.


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